i cordoni della borsa

io non so se credo in dio. ci ho creduto, poi la vita mi ha preso a schiaffi un bel po’ di volte, togliendomi persone che amavo, ferendone profondamente altre. adesso non lo so se ci credo. diciamo che, più che atea, sono un’agnostica speranzosa: ci sono cose, ci sono momenti, nella vita, che mi fanno pensare – sperare – che non possa essere tutto qui. in altri, però, mi dico davvero che tutto dev’essere legato al caso, se no, certe cose non succederebbero.

per questo, stamattina, mi sentivo parecchio ipocrita ad essere lì http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Papa-labbraccio-di-Francesco-a-tremila-malati-affetti-da-malattie-rare_32857680876.html

ma, per la Canterina, questo ed altro (e poi, vi confesso che quell’uomo mi piace, per il momento).

detto questo, pur continuando a sperare che Lui ci sia, che fosse solo molto distratto, ma che, adesso che il Suo emissario in terra ci ha incontrati, decida di guardare anche ai malati di malattie genetiche rare, decida che lo scherzo è durato abbastanza e che, da adesso, tutto girerà per il verso giusto, trovo che sia giusto confidare nella scienza. in tutti quei ricercatori che studiano, che cercano una spiegazione, una soluzione, una cura.

quindi, amici cari, son venuta a batter cassa: allentate i cordoni della borsa: la malattia della Canterina non sarà di certo tra le prime che riceveranno i fondi telethon (nella sfiga, ne abbiamo scelta una che è proprio proprio rara), ma, chissà, se i fondi abbondassero…

about you

sorvolando sul fatto che siete due stronzi (ma credo sia un problema di DNA, se è l’epiteto che Lui usa più spesso con me…), mi piacete un sacco. mi piace il fatto che non siate egoisti: chiariamo, siete due merde, l’uno con l’altro, ma mi piace vedere che sapete tendere la mano agli altri (anche se l’altro è uno di voi due), quando ne hanno bisogno. mi piace vedere che non considerate nessuno “diverso”: il colore della pelle, la religione, il modo di vestire per voi non contano: li archiviate in un angolo della mente come dati di poco rilievo. mi piace vedere che siete curiosi, che avete voglia di scoprire, di imparare e che, se per sapere vi tocca proprio proprio guardare su un libro, non vi fermate, come fanno altri vostri amici. mi piace quando vi becco abbarbicati sul bracciolo della poltrona, o stravaccati sul divano, o appollaiati ai piedi del letto, persi in quel libro. mi piace vedere che aiutate chi è più debole: siete fantastici tutti e due, con la Canterina: non le avete mai fatto pesare il fatto che, a volte, vi tocchi rallentare i vostri ritmi per consentirle di starci dietro. ma siete fantastici anche con gli altri più deboli: tu, Mio Piccolo, con il tuo Compagno con la Testa Grande, a cui ti ostini a spiegare che differenza c’è tra moltiplicare e dividere, e tu, Mio Grande, con Brufolo, che, sottovoce, a me, dici che puzza, che ha un alito che uccide, ma gli stai vicino e ti incazzi se lo senti dire dagli altri, o con Nipote, che hai scelto come migliore amico dopo aver saputo in che razza di storia fosse capitato. mi piace che vi piacciano gli ultimi, che sentite che vi arricchiscono più di quanto voi possiate arricchire loro. mi piace che abbiate sempre voglia di coccole, di farle e riceverle, e che siate capaci di chiedere scusa, anche se lo fate masticando le parole. mi piace vedere che non siete invidiosi, che non vi accontentate mai, ma che non invidiate agli altri quello che loro già hanno. mi piace vedere che avete dei sogni e che credete fermamente che si possano realizzare. mi piace vedere che vi mettete in dubbio. ecco, forse non dovreste farlo così spesso, ma qui, lo so, ho sbagliato io: vorrei che sapeste che penso che siate i figli migliori che una mamma possa volere. siete bravi, siete belli, siete sensibili e simpatici. è vero, vi faccio notare i vostri difetti e, forse, a volte lo faccio più di quanto non faccia coi pregi, ma non è perchè non ne abbiate: è solo perchè penso che siate così “perfetti” che non vorrei lo metteste troppo in evidenza, rendendovi antipatici a chi non lo è. vorrei che aveste la certezza di potercela fare. quando vi dico: “grinta!” è perchè so che quella grinta ce l’avete e che siete in grado di tirarla fuori per raggiungere la meta che vi siete prefissi. vorrei che sapeste che cadrete. succederà, ma vorrei che sapeste che avrete sempre la forza di rialzarvi, perchè siete delle persone speciali, uniche, fantastiche. non smettete mai di amare voi stessi e di inseguire i vostri sogni. sono orogogliosa di voi. tanto, tantissimo. e non c’è davvero niente che non farei per vedervi felici.

sono sempre io, solo che, quando mi mancano, mi mancano. e domenica mi mancavano parecchio. gliel’ho scritta davvero, questa lettera, anche se mi ero messa seriamente in testa di rileggere uno dei miei libri preferiti. ma, tanto, non gliela manderò mai.

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candeline

a quest’ora, non c’eri ancora. ti aspettavo curiosa di vedere da chi avevi preso gli occhi, il naso, la forma della bocca. mi aspettavo di vederti crescere mano nella mano con il Mio Piccolo, ancora così piccolo da essere tuo gemello. mi aspettavo di avere per casa una stronzetta viziata, tutta fiocchetti, urletti e moine. mi aspettavo tante cose che non sono state.

non me ne aspettavo altre. il dolore, tanto per cominciare. non mi aspettavo tutti quegli aghi, tutti quei monitors da fissare sperando che la crisi fosse finita. non mi aspettavo tutte quelle lacrime, le mie, quelle dei tuoi nonni, quelle – ancora più “fuori luogo” – del tuo papà. non mi aspettavo che avrei dovuto cambiarti il pannolino per tutti questi anni, che non mi sarei sentita chiamare per tutto quel tempo. non mi aspettavo che oggi avrei scelto con cura un libro adatto ad un’età anagrafica molto più bassa della tua, che avrei cercato la bambola più bella che non avesse accessori troppo piccoli, che tu potessi mettere in bocca.

non mi sarei mai aspettata, però, di poter amare in modo così incondizionato una bimba che non fosse figlia mia nè che qualcuno che non avesse i miei geni potesse amarmi come mi ami tu. non mi sarei mai aspettata di sentire il cuore gonfiarsi fino a togliermi il respiro per un minimo progresso, come il tuo “voglio la caRRamella” dell’altro giorno. non mi sarei mai aspettata che i primi passi li avresti fatti con me, e che avrei pianto, cosa che non avevo fatto con il Mio Grande, nè con il Mio Piccolo. non mi sarei mai aspettata di vedere quei due stronzi dei miei figli lasciare anche il gioco più interessante, quando li prendi per mano, per venire con te. non mi sarei mai aspettata il calore dei tuoi sguardi, dei tuoi baci.

sei il regalo più bello che la vita ci abbia fatto, Canterina. tanti, tanti, tantissimi auguri di giorni felici e pieni di conquiste!

Oggi

Oggi è la giornata della Canterina. In realtà, lei ne ha anche un’altra, perchè è stata così fortunella da avere una malattia di quelle rarissime. Ma ha tratti di autismo. Oggi, quindi, è la giornata sua e di tanti altri. È il nostro sole – non solo perchè illumina le nostre vite, ma perchè i nostri mondi ruotano tutti intorno a lei -, ma a volte si rabbuia, si chiude in quel suo mondo in cui noi non possiamo entrare. Si spegne. E io odio quei momenti – mi fanno paura: è come se davvero non potessi raggiungerla mai più…
Ma la Canterina è canzoni, è balli con la testa inclinata, è corse in punta dei piedi, è risate con la bocca spalancata e le mani che ti stringono il viso. È occhi stanchi e paroline, le poche che sa per comunicare, preziose per lei e per noi. È le dita veloci sul suo “paddo”, l’ipad, che usa per giocare quando è stanca, che usa a scuola per imparare.
Sì, oggi farò pubblicità alla apple, perchè ho scoperto ora che, fino alle 18.30 di domani, è in regalo un’app pensata per la mia bambina e per quelli come lei. Costa 15 euro, di solito, e sembra ben fatta. Si chiama Immaginario. Se conoscete qualcuno cui possa servire, non esitate a dirglielo: a noi ha fatto molto piacere!

porta pazienza

non è mica giusto, però, sai? non è mica giusto che io viva nel terrore che tu faccia qualche tiro dei tuoi. non è mica giusto che io supplichi il Mio Piccolo di non chiamare le uova fatte in quel modo “uova alla Lui” perchè tu potresti non prenderla bene (anzi, perchè è certo che la prenderesti malissimo). non è mica giusto che, se suona il mio cellulare dopo le nove di sera, a me venga la tachicardia perchè ho paura che sia tu, ho paura di trovarmi catapultata nel maelstrom delle tue folli elucubrazioni sui torti che ti avrei fatto subire con la separazione.

no. non è giusto. lo so. ma non ne vengo fuori. e mi consolo sognando futuri migliori con i miei figli, anche a costo (scusami, amore mio) di riununciare a Lui. e mi consolo imbastendo rapide fughe (nei boschi, al mare, nel museo della città un po’ lontana) con i miei bambini, perchè sono loro che risentono dei dispetti che l’Ex fa a me (sì, perchè non ci riesco più a tener la bocca chiusa e, qualche volta, qualcosa mi scappa). o mi consolo, ed è meglio, cucinando per loro le cose che gli piacciono. come la nutella, che, fatta da me, diventa la

YOGELLA

la ricetta non è del tutto mia: l’ho trovata in rete mille mila anni fa, quando ancora frequentavo assiduamente i forum di cucina e l’ho modificata un pochino, per metterci meno grassi. si fa con il bimby. ci si mettono dentro 100 g di nocciole tostate, senza pellicina, assieme a 150 g di zucchero. si frullano per bene a velocità 7 per un minuto (interrompendo un paio di volte per recuperare in giro per il boccale i pezzetti di nocciole fuggiaschi). poi si aggiungono una tavoletta di cioccolata bianca e una fondente, rotte a pezzetti: si frulla di nuovo per un minuto, partendo da velocità 4 e arrivando a 7. si uniscono poi 70 g di olio di semi (spremuto a freddo) e 200 g di latte e si cuoce per 6 minuti, velocità 5, a 50°. finita la cottura, si frulla il tutto per 1 minuto a velocità 7-8.

viene buonissima. provatela. intanto, gustatevela con gli occhi (le biscofette non sono home made… perdonate la caduta di stile!), insieme alle foto delle nostre due ultime fughe.

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al bosco della mesola (che vi consiglio!) e, più banalmente

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al lido.

c’è il sole

ci sono dei momenti in cui, per quanto la vita (o l’Ex) cerchi di darti bastonate, ti senti carica di energia e di buoni propositi. per me, in questo periodo, è così. e magari, se gira giusto, faccio pure una pazzia, di quelle che fanno felici i miei mostrini. del che, mi rendo conto, ragionevolmente non vi fregherà nulla, ma oggi va così.

(video fantastico, che accompagnava le mie mattine 14 anni fa, e che stamattina mi è tornato in mente)