un paio di occhiali rosa per guardare il mondo

il mio professore di filosofia del liceo, uomo saggio e più volte bastonato dalla sorte, diceva spesso che, per vivere bene, avremmo avuto bisogno di un paio di occhiali rosa attraverso i quali guardare il mondo.

mi è venuto in mente sabato, quando li ho visti. mi son detta che, sì, in effetti, in questo periodo, anche se di occhiali, da vista e non, ne ho per un battaglione, mi servono proprio – e mi son serviti subito. perchè devo averlo amato davvero tanto l’Ex, se ancora oggi mi fa star male vedere che lui sta male. è il rancore che lo fa soffrire, il rancore nei miei confronti, quello stesso rancore che lo porta a vendicarsi sul Mio Grande perchè ce l’ha sotto mano. ma a me fa pena lo stesso. e non c’ho dormito a sapere che era rimasto sotto casa per controllare cosa facessimo, che aveva interrogato il Mio Piccolo per scoprire quanto spesso Lui sia a casa nostra. mi fa male. vorrei che fosse sereno, che avesse qualcuno accanto. o che ci avesse rimpianto prima, che avesse cercato di cambiare allora, quando ancora era possibile. lo guardo, oggi, che gioca con il Mio Piccolo, e mi dico che con il Mio Grande non l’ha fatto mai. mi fa male vedere che inizia a capire. ma ora. e ora è tardi.

alle tre ero in piedi. perfino gli animali di casa mi guardavano storto. mi son rinchiusa nella stanzetta che uso come laboratorio/studio/pensatoio e mi son messa a disegnare, tagliare, cucire, con le cuffie nelle orecchie, per non pensare.

l’idea era di fare un porta pannolini per la mamma di un compagno di classe del Mio Piccolo, che ha appena sfornato un pargolo. questo:

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(il colore è smarrito, ma l’ho fotografato di notte…)

e poi, deposti gli occhiali rosa che mi avevano aiutato, mi son detta che, porelli, non avevano nemmeno una custodia (li ho presi in farmacia: hanno un’agghiacciante scatoletta di plastica trasparente) e allora, via, con gli avanzi del sacco e qualche altro ritaglio (perchè ha l’interno a fiorellini, vi prego di notare la chiccheria!), ho fatto la casetta degli occhiali, foderata con un pezzo di asciugamano ormai distrutto (che ha perso i peletti che vedete sul panno)

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ci piango ancora, sai.

cinderella mood

mi sono regalata una macchina da cucire. piccola, da pochi soldi (la svendevano in un negoziaccio che chiude), ma era un sogno che coltivavo da tempo, per fare come la mia mamma, che ha sempre creato di tutto con la sua (di cui è gelosissima). ho passato il sabato (piovoso e gelido) con il Mio Piccolo a scucire jeans rotti e ombrelli, divertendomi come una pazza a creare “schifezze”.

volete farvi quattro risate?

dall’ombrellino rotto della Canterina è nato un “meraviglioso” porta costume e cuffia bagnati (al posto del sacchettino della coop che usavamo sino a ieri):

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(vi prego di notare il colpo di genio che mi ha portato a scucire il “chiudi ombrello” e ricucirlo sull’apertura del sacchettino come “chiudi sacchetto”… so’ gggeniale!);

dai jeans del Mio Grande, sbregati proprio sul cavallo, una fantastica (secondo il Mio Piccolo, che l’ha poi decorata) borsa porta libri per quando andiamo a dormire fuori casa

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e da un ritaglio di stoffa del divano della mansarda, foderato con un pezzetto di un lenzuolo rotto, una porta fazzoletti di carta, che è stato regalato alla mia mamma dal suo orgoglioso nipotino

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ecco: adesso cercheremo di prenderci un po’ la mano e poi siamo pronti per sperimentare il nostro nuovo modo di sopravvivere alla crisi!!