merendina cake

quando, sul quaderno di inglese di tuo figlio (quello più nano dei due), alla domanda: “what do you have for breakfast”, leggi ” I eat merendina cake”, di rendi conto che il mondo è ormai pronto a sapere.

la TORTA MERENDINA è la torta che accompagna la colazione mia e dei miei figli da che mondo è mondo: è una torta del cavolo, dal punto di vista della complessità, ed è versatile assai, da quello del ripieno. di solito, la fa il Mio Piccolo, con la mia nemmeno tanto partecipe supervisione. ed è buona buona e leggererrima.

prendete 110 g di yogurt bianco (io uso quello magro fatto da me, che è abbastanza liquido) e metteteli in una ciotola assieme a 10 ml (sì, con uno zero solo!) di olio di semi (che sa di meno), a 120 g di zucchero, a 130 g di fecola (o farina, non importa con quanti zeri: meno ne ha, più sarà “rustica”, ma buona, resta buona lo stesso), un pizzico di sale, 2 uova, mezzo bicchierino di limoncello (o di rum da dolci o di amaretto di saronno, che le dà un piacevolissimo retrogusto mandorlino) e mezza bustina di lievito da dolci. prendete le fruste e frustate per pochi minuti, giusto il tempo di ottenere una pastella liquida e senza grumi.

versate l’impasto in una tortiera (io uso lo stampo da plumcake in silicone, ma, se no, imburrate e spolverate con il pangrattato lo stampo, prima), non troppo grande, perchè l’impasto è pochino.

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a questo punto, si va di ripieno. prendete della marmellata di albicocche (se è il turno di decidere del Mio Piccolo) o della crema di nocciole (se tocca al Mio Grande) o marmellata di pesche o ciliegie (se tocca a me) e versatene 4/5 cucchiaiate sopra. sì, così, alla grezza.

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toccava al Mio Grande. abbiamo usato la nocciolata rigoni, che in questa foto sta già sprofondando.

accendete il forno a 180°. infornate per 15 minuti, quindi aprite il forno e, velocemente, per non bloccare la lievitazione, cospargete la torta (non si vedranno già più le cucchiaiate, che saranno state inglobate dal dolce) con granella di zucchero. altri 15 minuti e via!

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(ada)mitiche serate

scena: sabato sera, ristorantino carino gestito dalla famiglia di un collega di Lui, posto fighetto da coppie e adulti, luce soffusa e arredo molto minimalista. noi siamo lì, tutti e sei, e, straordinariamente, i quattro mostri si stanno comportando benissimo: subiscono il fascino del lugo figo, evidentemente.

cena ottima. si arriva al dessert. a servirlo, arriva, direttamente dalla cucina, il collega di Lui, con pantaloni a quadretti bianchi e blu, grembiulone e cappello da cuoco. quattro convenevoli, i nostri complimenti e si allontana.

il Suo Grande – figo! anche sabato scorso: la mamma ci ha portato a una festa coi suoi amici e abbiamo visto il cuoco, che faceva le salsicce. solo che aveva solo il grembiule da cuoco.

il Mio Grande – mica tutti i cuochi girano col cappello ridicolo, eh!

il Suo Grande – no no, non volevo dire questo! aveva il grembiule, ma sotto era nudo! gli ho visto le chiappe pelose…

un attimo di gelo. poi, mentre la Sua Piccola raggiungeva sul viso tonalità di porpora ineguagliabili e il Mio Piccolo, visibilmente esaltato, urlava: “gli hai visto il culoooo?!” con frequenza chiaramente udibile a parecchie centinaia di metri di distanza, dal naso di Lui ha iniziato ad uscire un fiotto di vino bianco, a spruzzi. giuro.

i presenti tutti hanno rivolto le loro attenzioni (più o meno schifati) al nostro tavolo.

ce ne siamo andati in fretta, mentre il Mio Grande, che continuava a sghignazzare (anch’io, ma cercavo di non farlo vedere troppo a Lui), mi sussurrava: “Ma’, hai pronto un post per il tuo blog!

perchè taccio

taccio perchè, se parlassi, mi sentirei un po’ come Indignata Anna (ve la ricordate Anna Meacci ad Avanzi?): sono incazzata col mondo. no, magari letteralmente no, ma ci vado abbastanza vicino: si parte dall’Ex per arrivare ai politici, passando per i genitori di qualche compagno di classe del Mio Piccolo e quella simpaticona di Emo. nera, insomma.

ma il mio blog così solo e silente mi fa tristezza. e, allora, ieri sera, mentre cucinavo, mi son detta che vi avrei messo una ricetta. anzi, due, perchè son venute bene.

PANE NAAN E STUFATO BRUTTO DI VERDURE

la combinata nasce dal fatto che avevo promesso ai miei amati figlioli di fare le crepes con il ragout (abbinata curiosa? provate: i miei le adorano), ma, al momento di inziare a spadellare, mi sono accorta non solo di non aver tirato il ragout fuori dal congelatore (perchè a quello, forse, avrei anche potuto rimediare), ma non avere nemmeno un uovo. neanche mezzo. e, pare, per fare le crepes sono abbastanza utili.

onde evitare le ire degli eredi, ho deciso di svoltarla in “cena etnica” e mi son buttata sull’indiano. il labna fatto con il nostro yogurt c’era già: si trattava di abbinarci qualcosa. primo, i naan.

il naan è il pane tipico indiano, fatto con farina e ricotta. ricorda un po’ la piadina, ma è più leggero e si gonfia in cottura (anche se, dalle mie foto, non sembra). ci si mette un attimo.

in 200 g di yogurt a temperatura ambiente (io l’ho scaldato pochi secondi nel micro), sciogliete una bustina di lievito secco (in questo caso, istantaneo, ma con quello normale vengono meglio). aggiungete 400 g di farina 0 e 10 g di sale. impastate bene. il mio yogurt è liquido, quindi non serve aggiungere niente: se l’impasto non vi risulterà liscio ed elastico, aggiungete poca acqua. lasciate lievitare (‘na mezz’oretta, se è quello istantaneo, fino al raddoppio, se non è lievito istantaneo).

formate delle palline (con questa dose, ne vengono 10), grosse poco meno di una palla da tennis. stendetele bene, una per volta, come fareste per la pizza (quindi, senza mattarello, in modo da tenere i gas della lievitazione all’interno). scaldate una padella antiaderente (a meno che non siate dei ricchi possessori di testo) e cuocetele una alla volta, 4-5 minuti per lato.

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tagliati a metà, a tasca, per capirci, vanno farciti con il labna e con lo

STUFATO BRUTTO DI VERDURE

ho tagliato a listarelle mezzo capuccio e un peperone rosso e le ho messe in padella con un cucchiaio d’olio e mezzo bicchiere d’acqua.

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ho cotto a fiamma bassa e coperto per una decina di minuti, poi ho aggiunto 3 cucchiai di aceto balsamico, poco sale e un cucchiaino di zucchero di canna e ho cotto per altri dieci minuti.

l’aspetto è orrendo, ma il sapore è ottimo!

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