d’altronde, se l’era sposata

dopo di che, per carità, è figlio suo, io ho già i miei da gestire e non son sempre semplici, ma che mi guardi con l’occhio da cocker e mi dica che, sai, poverino, ci teneva tanto, e, in fondo, tra le materie insufficienti (che son sei, n.d.r.) c’è anche inglese e, quindi, hanno deciso, Lui ed Emo, di mandarlo due settimane in inghilterra, quest’estate, coi suoi amichetti del cuore e si aspetti che io non lo guardi con gli occhi fuori dalle orbite, no, eh?!

non ti sembra una buona idea?, mi ha chiesto. no, non mi sembra. se fosse stato mio figlio, avrebbe passato l’estate a studiare quelle 6 materie insufficienti (e non tutte col 5, eh, perchè in storia e in geografia sfoggiamo due 4), non in college (perchè in famiglia si mangia male…) a divertirsi. sì, ma fa 3 ore al giorno di inglese, eh!

lasciamo stare. mi son venute le palle rotanti che neanche a goldrake (o era mazinga? non mi ricordo) e mi son messa a cucinare. e, tutto sommato, meglio così, che avevo la cassetta del GAS da sistemare.

quindi, oggi vi propino un po’ di verdure, che almeno son sane e mi sento più buona.

TOPINAMBUR IN SALSA DI SOIA

ho preso due bei topinambur (due chili me ne han messi in cassetta, ‘sto giro) e li ho tagliati a rotelline, mettendo le rotelline in acqua e limone, perchè non diventassero nere.

20140125_122526

le ho messe in padella con un paio di cucchiai di olio d’oliva e le ho saltate, a fuoco medio, per una decina di minuti, con uno spicchio d’aglio (da togliere prima della fine cottura, se no, si confonde). al momento di salarle, mi è venuto l’estro orientale e l’ho fatto con la salsa tamari.

20140125_123844

ho cotto per qualche altro minuto (meno di dieci, ma, incavolata com’ero, figurarsi se ho tenuto d’occhio l’orologio) e ho ottenuto un contorno buonino buonino.

20140125_130423

ricordano i carciofi, di sapore, i topinambur, ma sono più delicati. se volete provarli… beh, fatevi vivi, che ne ho due chili da smaltire!

mentre i topinambur cuocevano, mi sono data al broccolo fiolaro. il Mio Piccolo ed io adoriamo cavoli e broccoli in tutte le salse e, quindi, qui sì son stata contenta che il GAS ne avesse messi “un sacco e una sporta”. sabato li avevo lavati, divisi in fogliette e scottati e mi sono preparata un grande classico della mia cucina, il

BROCCOLO FIOLARO CON ACCIUGHE E NOCCIOLE

ho messo in padella un bel po’ di filetti di acciuga: un cliente di quelli che non pagano (ahimè, la maggioranza) è tornato nelle terre sue e mi ha portato un vasetto di filetti di acciughe pescate da suo padre: ‘na roba grande! insomma, qualcuno l’ho messo in padella assieme ad uno spicchio di aglio nudo

20140125_122950

e qualche altro su un pezzo di pane, per accompagnare il prosecco che e le chiacchiere con quest’amica qua, che, nel frattempo, era arrivata con mezza famiglia (il figlio grande è in ospedale, di nuovo, a psichiatria, e lei si arrabatta perchè gli altri due figli continuino a sorridere, nonostante tutto). ho aggiunto il broccolo, che avevo lessato (tenendolo un po’ al dente) e sgocciolato per benino

20140125_123042

e ho cotto a fiamma alta per qualche minuto (pochi, davvero). pochi minuti prima di spegnere, ho tolto l’aglio e aggiunto due nocciole che il Mio Piccolo aveva tritato col frullatore piccino (ma che non si vedono).

buono, molto buono.

20140126_132105

l’incazzatura non è passata. che poi, forse, non è nemmeno incazzatura. mi fa rabbia. insomma, la rabbia – allora – non è passata, ma, almeno, abbiamo mangiato bene.

momenti

il Mio Grande oggi avrà la pagella. la prima del liceo. e avrà una grossa delusione, perchè il Compagno di Banco, quello che è con lui dalla prima elementare, oggi molla. ha paura di non farcela, ha scelto – dice – una scuola troppo difficile per lui. hanno passato due giorni a discutere, a litigare, anche, perchè il Mio Grande non lo accettava, gli diceva che, se i prof. son positivi, se i voti hanno cominciato a salire, allora non si molla, allora ce la fai. continueranno a volersi bene, sono sicura, ma è dura accettare le sconfitte degli altri.

anche il Suo Grande oggi avrà la pagella. e suo padre comincia ad arrendersi all’idea che sarà bocciato. in seconda media. e qui quella che si incazza sono io, perchè farei la guerra, perchè Emo non accetta le ripetizioni, e ci si trova che quel poveretto studia come un ebete tre giorni e poi non studia più niente per altri dieci. e si va dal 7, se viene interrogato in quei tre giorni, al 2, se capita negli altri, che pare il monitoraggio delle contrazioni.

poi ci sono i due piccoli, il Mio e la Sua, che non capiscono perchè ci sia tutta quest’aria di guerra, che, per loro, la pagella è comunque un momento di festa, beate elementari.

insomma, uffa.