la fortuna è un fatto di geografia

lampedusa

questo è un blog leggero, cretino, a volte. ma a me ‘ste cose chiudono lo stomaco.

ho un’amica che è arrivata in italia coi barconi, millemila anni fa, dall’albania. è stata fortunata: qui ha trovato un lavoro, l’amore, ora ha una bella famiglia, vive in una bella casa ed è anche riuscita a finire gli studi. un’estate – eravamo al mare assieme – suo figlio piccolo prese un canottino e iniziò a remare verso il largo. ma no!, gli gridò dietro lei, con tutta la fatica che abbiamo fatto a venire in qua, adesso tu torni in albania?!

rideva. poi, però, la sera, mi ha raccontato. un racconto carico di angoscia, di paure che puzzano, di quelle che le senti ancora anni dopo. di lei e il fratello che tagliavano i capelli a zero alla sorellina sedicenne, troppo carina per affrontare un viaggio come quello se non camuffata. a volte, lo sogno ancora. era la sola cosa possibile, la sola salvezza. suo padre era detenuto per motivi politici. ora è qui, vive con lei. ha perso tutti i denti, in carcere, ma non vuole la dentiera perchè i suoi nipoti devono sapere, i suoi figli devono ricordare ogni giorno.

mi chiedo cosa sognassero, da cosa scappassero, cosa abbiano pensato negli ultimi istanti. morire a pochi metri dalla meta, morire nelle acque di uno dei più bei posti del mondo, morire di fame, di disperazione. di sfortuna.

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12 thoughts on “la fortuna è un fatto di geografia

  1. Anche due miei colleghi sono arrivati anni fa con i “barconi della morte” e ieri non ho potuto non piangere nel vedere il tg, soprattutto pensando ai bambini che erano sul barcone e che purtroppo non ci sono più.
    Claudia
    P.S. spero in notizie positive per la tua “bambina”

  2. Dopo il minuto di silenzio a scuola e la richiesta di trattarne, son partita dalla casualità dell’essere nata, mi state confortando, che non sapevo se dovevo, romperlo male, quel silenzio

  3. Da sempre la vita è stata ingiusta a causa della cattiveria, dell’ingordigia, della sete di potere degli uomini. Vanno nello spazio, hanno creato ogni sorta d’invenzioni, ma non hanno mai imparato a comportarsi con rispetto e giustizia. C’è sempre qualcuno che prevarica sugli altri, un Paese in guerra, un femminicidio, una violenza da qualche parte del mondo. I politici fanno tante parole, ma a salvare quella povera gente sono sempre i civili, i barcaioli, persino i bagnanti, e rischiano pure di essere arrestati per aver compiuto un atto illecito. E’ una vergogna!

  4. Sai cosa, oltre a tutto il resto, mi stringe lo stomaco? Il fatto che le domande che ti sei fatta tu secondo me se le sono fatte in pochi. Che quel gregge di fantasmi senza nome tra poche settimane se lo saranno dimenticato in troppi.

  5. Di fronte a questa tragedia ho fatto una cosa che, per lassismo o snobismo o amor proprio, non avevo mai fatto prima: ho cominciato a rispondere su FB a quei quattro stronzi di contatti che scrivevano “prima gli italiani” e cose simili. Stufa di restare impassibile alla loro idiozia, ho reagito.
    Non l’avevo mai fatto, considerandolo tempo sprecato.
    Poi ho capito che la stupidità e l’ignoranza sono una macchia d’olio, non bisogna lasciarle stare altrimenti dilagano e…portano a questo.
    Per quello che vale, quindi poco o niente, almeno un po’ di silenzio ci vuole davanti alla morte.

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