:-)

che poi, è strano: tu sei pazza come un cavallo, lui è sempre stato uno posato. lo conosco davvero da una vita, sai? ma, lasciamelo dire, da quando sta con te è una persona nuova. è felice, si vede, è rinato.

insomma, contando che andare avanti è una sfida, è bello sentirsi dire cose così.

 

son sempre i migliori i primi che se ne vanno

e il fatto che lui c’abbia messo così tanto a morire ne è una prova ulteriore.

priebke

lo so: non si gioisce della morte altrui, ma l’idea che abbia vissuto sereno tutti questi anni, che abbia potuto ridere, sorridere, come in questa foto, con quel che aveva fatto… va bene, allora, se insistete, non mi metterò a saltare e ballare dalla gioia, ma non mi impedirete di dire che, adesso, il mondo è un posto un po’ migliore.

la Giuliana e gli appunti di storia

mi ricordo che stavo mangiando il caffè latte col pan biscotto… guarda te, che cose ti ricordi… il mio papà ascoltava il giornale radio: hanno detto “longarone non c’è più”.

longarone non c’è più. hanno detto così? cazzo. cos’hai pensato?

che la Giuliana abitava lì. studiava qui, con me. viveva in collegio dalle suore, ma era tornata a casa perchè stava male. le avevo mandato gli appunti di storia il giorno prima, con sua sorella grande, che tornava a longarone in treno. ho pensato solo questo: la Giuliana – i miei appunti.

non l’hanno più ritrovata. lei e molti altri.

cinquant’anni fa, a quest’ora, il mondo scopriva che longarone non c’era più. il mondo e noi veneti, parte dei quali avevano amici e parenti lì. ieri sera ho fatto vedere al Mio Grande il film Vajont – la diga del disonore. un pugno nello stomaco (pure lui, adolescente anaconda in fase cretina, mi si è raggomitolato contro, sul divano), ma credo fosse giusto. la natura è crudele, è vero, ma ‘sta volta la natura non c’entrava niente: è stata l’ingordigia, la superficialità, l’ipertrofia dell’ego di certi personaggi a cancellare 2105 persone dalla faccia della terra. e io credo che gli adulti del futuro debbano sapere, ricordare. e debbano anche vergognarsi un po’, quando i titoli di coda ricordano che i colpevoli di tutto questo si son fatti un anno di carcere e bona lì.

guardatelo, se non l’avete visto. (peccato solo che Tina Merlin parlasse in romano).

la fortuna è un fatto di geografia

lampedusa

questo è un blog leggero, cretino, a volte. ma a me ‘ste cose chiudono lo stomaco.

ho un’amica che è arrivata in italia coi barconi, millemila anni fa, dall’albania. è stata fortunata: qui ha trovato un lavoro, l’amore, ora ha una bella famiglia, vive in una bella casa ed è anche riuscita a finire gli studi. un’estate – eravamo al mare assieme – suo figlio piccolo prese un canottino e iniziò a remare verso il largo. ma no!, gli gridò dietro lei, con tutta la fatica che abbiamo fatto a venire in qua, adesso tu torni in albania?!

rideva. poi, però, la sera, mi ha raccontato. un racconto carico di angoscia, di paure che puzzano, di quelle che le senti ancora anni dopo. di lei e il fratello che tagliavano i capelli a zero alla sorellina sedicenne, troppo carina per affrontare un viaggio come quello se non camuffata. a volte, lo sogno ancora. era la sola cosa possibile, la sola salvezza. suo padre era detenuto per motivi politici. ora è qui, vive con lei. ha perso tutti i denti, in carcere, ma non vuole la dentiera perchè i suoi nipoti devono sapere, i suoi figli devono ricordare ogni giorno.

mi chiedo cosa sognassero, da cosa scappassero, cosa abbiano pensato negli ultimi istanti. morire a pochi metri dalla meta, morire nelle acque di uno dei più bei posti del mondo, morire di fame, di disperazione. di sfortuna.

intermezzo

in mezzo a tutto questo casino, in mezzo a quest’attesa che pesa, anche se fai finta di lavorare per non pensarci troppo, in mezzo a questi sensi di colpa che soffocano anche te, perchè lo sai che non puoi portarteli a casa tutti, i tuoi “tosetti”, ma vorresti e ti chiedi se non avresti potuto fare di più per lei, che non una visita due volte al mese e gli orecchini per la promozione e la sciarpina carina perchè ricomincia la scuola e vuoi augurarle di sentirsi più bella in mezzo agli altri, in mezzo a tutto questo casino riesco solo a pensare a questo, nota per nota.