quel buio profondo

si è messa la sveglia alle 4 del mattino. ha scritto: “scusami, nonna, non è colpa della scuola, è che non voglio più vivere” e ha inghiottito tutto quello che è riuscita a trovare in casa. e, in una casa in cui vivono una nonna ipertesa, un nonno cardiopatico e una ragazzina depressa, di farmaci se ne trovano a bizzeffe. per fortuna, non sentendola tornare dal bagno, Anchetropporesponsabile, sua sorella, si è alzata, per andare a vedere se stesse bene.

ora Solasoletta, una delle mie ragazzine, è in coma farmacologico, dopo che con lavande gastriche, gastroscopie e schifezzuole del genere, si è cercato di eliminare il più possibile l’enorme dose di veleni che si era messa in corpo.

Solasoletta sola non lo è. è stata tolta ad una famiglia piena di problemi, che, però, l’aveva di fatto già abbandonata dai nonni anni fa, e affidata, con la sorella quasi maggiorenne, a due nonni bravi, forti, affettuosi, i nonni che l’avevano cresciuta. non è sola, ma ci si è sempre sentita.

son tornata ora dall’ospedale, perchè, giustamente, fuori dalla rianimazione in tanti non ci vogliono. ha un anno più del Mio Grande. è brava a scuola. ha avuto bisogno di aiuto quando il papà e la mamma le hanno dimostrato in maniera inequivocabile di non essere in grado di badare a lei, ma sembrava che, con le pastiglie che prendeva, fosse tornata quella di prima. mi chiedo in che buio profondo sia sprofondata, quanto sola debba essersi sentita per decidere che quella era la sola via d’uscita. sono così fragili i ragazzini – o forse siamo tutti tanto fragili, solo che c’è un’età in cui hai più tempo per fermarti a pensarci, più incoscienza, più coraggio.

stringi i pugni, Solasoletta, stringi i pugni, che noi siamo qui che tifiamo per te.

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19 thoughts on “quel buio profondo

    • sì, loro e la sorella “grande”, che ora si sente in colpa per non aver capito, invece di pensare che è grazie a lei se ora noi stiamo aspettando notizie, invece di organizzare un funerale… dovrebbe essere l’età più bella, la loro…

  1. mi stai facendo piangere disperatamente. Ho capito non troppo tempo fa che avevo una solitudine impressionante che mi marciva dentro da ragazzina e mi sentivo solissima. Mia mamma, vedova giovane, aveva tanto da fare e altre cose a cui pensare, per fortuna che c’era mia sorella che mi ripigliava per i capelli ogni volta che sprofondavo. Non è che una ha bisogno di essere veramente sola è che a volte è proprio un pus che ti invade e ti concentri sulla mancanza senza vedere quelli che sono lì per te. Il mio istinto di sopravvivenza non mi ha mai portato a farmi male più di tanto. Quella sensazione lì, soffocante, mi sono accorta (solo anni dopo però) che è svanita, sciolta, evaporata con la nascita del mio primo figlio. Da quel momento c’era qualcuno di più importante di me in ogni mia fibra, dai pensieri alle sensazioni e ho capito in un istante che ci sarebbe stato per sempre, vicino o lontano, sempre dentro di me. Spero di leggere prestissimo belle cose di questa piccina

      • Mi piacerebbe, pello’, che lì ci fossi tu… Però mi son sembrati umani anche i tuoi colleghi, dai. Si aspetta domani mattina l’esito di non so che esami di sangue e urine (erano rimasti i nonni a parlare, stasera. Io mi son portata a casa la sorella: ora è di là col Mio Grande: guardano video su youtube…

      • Va’ va’, in questi caso consideri il culo enorme che hai. E poi, forse lei mi fa ancora più pena di sua sorella: sono tutti lì per Solasoletta, ma nessuno si preoccupa di quello che prova lei. Lei è forte, è vero, ma a quell’età bisognerebbe poter guardare MTV senza pensare a tua sorella che si è scofanata tutto lo scibile chimico e, soprattutto, senza avere i sensi di colpa che ha lei perché, quando l’ha sentita alzarsi, non ha capito cosa aveva intenzione di fare.
        Pora tosetta…

  2. Aspetto e ogni mattina apro per sapere, sempre con una luce nel cuore. Devono essere buone notizie che siamo in tanti a pensarci.

  3. Guarda, anche a esserci in mezzo, sono cose che non riesci a capire da dove siano venute. Quale sia stato il primo sassolino che ha franato e si è portato via tutto. E anche se vedi il sassolino, quando comincia la frana ti senti impotente.
    Anche le parole non servono, a volte.
    Abbracci anche da qui. Soprattutto ai nonni che si faranno tante e tante domande.

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