diarrea e ramadam

solo una volpe del deserto come me può offrire un panino (non al prosciutto, almeno quello) a Mario, mussulmano, in pieno ramadam. ma Mario (perchè li chiama tutti così, gli italiani) ride, perdona, apprezza il gesto e chiede, invece, se gli tengo il borsone rosa a fiori dove tiene le borse da vendere, mentre si fa un tuffo. così, si parla, si fa amicizia. si scopre che ha pure una laurea (in filosofia…), in nigeria, dove ha lasciato la moglie e tre bambini, come te, vedi?, solo che tu li hai qui vicino, mi dice. e si scopre che quel tipo muscoloso e abbronzatissimo (con la faccia da culo, letteralmente) che gli compra un sacco di roba è un poliziotto. in vacanza. ah, però, coerente, l’uomo delle forze dell’ordine, commento. va be’, dai, almeno tu ci guadagni qualcosa, no?, chiosa la Pimpa. e, così, si scopre che quella faccia da culo (a questo punto non solo per i lineamenti) le borse non le paga. se le fa regalare. ma scherzi, Mario?! ma mandalo a cagare, scusa!! no, non lo fa, perchè, dice, almeno non mi denuncia.

squallido soggetto. che i soldi che risparmi per compare le borse (e le scarpe todds e le ciabatte gucci, pare) ti vadano tutti in imodium.

(e, quindi, sì, siamo di nuovo, brevemente, in vacanza)