si mettessero d’accordo…

il Mio Piccolo è un salutista: non ama i fritti, i cibi troppo grassi, non stravede per i dolci, non mangia cioccolata e vivrebbe di frutta, verdura e riso. c’è solo una “schifezza” che lo fa andar giù di testa: i pasticcini, quelli piccoli, con la crema e la frutta sopra. per quelli (e per la crema in genere) ucciderebbe.

il Mio Grande, invece, odia la frutta (con qualche rara eccezione) e la verdura. vivrebbe di cotolette e cioccolata.

così, ieri, dopo una feroce discussione su che torta dovessi fare, onde evitare schizzi di sangue sul muro, mi sono lanciata in una duplice produzione:

TORTA PASTICCINO per il Mio Piccolo

la torta pasticcino nasce come normale crostata alla crema con la frutta sopra. la presentai una domenica, anni fa, e il Mio Piccolo si mangiò tutto il ripieno, lasciando là la pasta frolla. sigh. mangiatevi voi una fetta di pasta frolla post leccatura… e a me buttar vià la roba dà fastidio assai, quindi… urgeva una ricetta alternativa. la volete? eccola!

mettete a lessare due uova. fatele belle sode, senza la goccia nel tuorlo. intanto, fate ammorbidire fuori dal frigo 150 g di burro (sì, è salutista, ma qui il burro ci vuole!). mescolate 350 g di farina 0 e 50 g di fecola con 150 g di zucchero di canna e unitele, con le fruste a gancio, al burro morbido. sacrificate un figlio a sgusciare le uova (e, se vuole, a mangiarsi i bianchi: qui ci pensano i gatti), setacciate i due tuori sodi e uniteli al resto dell’impasto. su un foglio di carta forno steso sulla leccarda, fate un “cerchio” di impasto alto circa 1,5 cm (io uso il bordo di una tortiera a cerniera come forma), senza lisciarlo nè schiacciarlo troppo: è un compito da nani, quindi, l’effetto non sarà perfetto. cuocete a 200° per 35 minuti circa. vi verrà fuori un grosso biscotto grumoloso, tipo la nostra “fregolotta”.

lasciate raffreddare la base e preparate la crema: in una casseruola, mescolate 40 g di farina 0 con 100 di zucchero di canna. unite 3 tuorli, mescolate bene con un cucchiaio di legno e versate, lentamente, sempre mescolando, 500 cc di latte. unite una scorzetta di limone bio, mettete sul fuoco, a fiamma bassa, e portate al bollore, sempre mescolando (occhio che si attacca!!). cuocete per un paio di minuti dal bollore, poi lasciate raffreddare.

prendete la base, mettetela sul piatto che userete da portata e bagnatela, un po’ alla volta, ma abbondantemente, con del latte (ne va mezzo bicchiere abbondante). versate sopra la base la crema, pianin pianino, in modo che non debordi. quando la crema sarà a temperatura ambiente, mettete in frigo, coperto dalla pellicola (potete usare lo stesso bordo della tortiera per evitare che il domopack si appiccichi alla crema) e fate pulire la crema e il cucchiaio dal nano più piccolo che trovate in circolazione.

tagliate la frutta. io, ‘sto giro, ho usato solo fragole, ma potete sbizzarrirvi. mezz’ora prima di portarla in tavola, decoratela con la frutta. se l’avrà decorata il Mio Piccolo in versione chef, avrà questa faccia qua:

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mentre la base della torta pasticcino cuoceva, ho preparato l’altra, che ho infornato subito dopo:

TORTA MORETTA per il Mio Grande

è una torta “storica”: in rete ne troverete a bizzeffe: questa è la mia versione: viene sofficerrima e cioccolatosissima. ‘na meraviglia!

montate 3 uova con 150 g di zucchero di canna finchè non saranno ben chiare. unite 1 bicchiere di latte, 70 g di olio di semi che sappia di pochissimo, 50 di cacao amaro, 100 g di fecola e 50 g di farina 0. mescolate ben bene e unite 1/2 bustina di lievito. ha fatto tutto il Mio Grande, che, un tempo immancabile aiuto chef, non varcava le porte della cucina da tempi immemorabili. il cuore di mamma si è sciolto.

infilate nel forno a 180° e cuocete 35 minuti, mentre il cuoco giovine si lecca la ciotola dell’impasto. servitela spolverizzata di zucchero a velo (io l’ho fatto con quello di canna) e, se proprio non volete farvi mancar nulla, farcita con nutella e/o panna. io l’ho lasciata nature:

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12 thoughts on “si mettessero d’accordo…

  1. La seconda, hai ragione, mi è più nota. Nella prima mi inquieta un po’ l’uovo sodo, che è un alimento che posso mangiare solo con molto juicio. A che cosa serve?

  2. io sono già d’accordo con me stessa che le farò entrambe!!! grazie ai conflitti di gusto dei tuoi “figlioli” (come dice mia figlia Sara) ora noi abbiamo ben due ricette!
    :o)

  3. Premesso che le proverò entrambe, secondo te la seconda si potrebbe mettere negli stampini da muffin? La mia piccola è nel pieno della fase riempiamo i pirottini di qualsiasi impasto e inforniamoli 🙂

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