i pericoli degli ismi

l’altro giorno eravamo ad una festa di compleann-carnevale. frittelle, galani, pizzette, panini. e una gigantesca torta con la panna. al momento delle candeline, una piccola Winx si è avvicinata alla mamma: “posso mangiarla?“, ha chiesto. “no, amore, c’è la panna, non si può!”. “ma i miei amici dicono che è buona…“, ha frignolato. “non si può e basta, tesoro, mi dispiace, lo sai…“.

allergica al lattosio, piccina?, ho chiesto, molto solidale, con tutte le mie allergie.

no… è che siamo vegani, sai…

ora. non mangio carne. non è una vita che non ne mangio, eh, ma non ne ho mai mangiata granchè. mi piaceva, ma, tutto sommato, non morivo, se non ne mangiavo. adoro i legumi (e i formaggi, purtroppo): le proteine me le trovo lì.

i miei bambini sanno che non mangio la carne e sanno perchè: la visita (per lavoro, non per scelta) ad uno stabilimento in cui si allevano (e si macellano) animali “da mangiare” mi ha segnata. e che gli animali erano anche ben tenuti, eh, ma… beh, non ve la racconto, che mi vien male a pensarci. sanno che non la mangio, dicevo, e condividono la mia scelta (forse perchè nemmeno loro la amano così tanto), ma sanno che possono chiedermi di cucinargliela, se gli va. non me l’hanno mai chiesta, ma potrebbero farlo.

ora, io non sono niente e nessuno per giudicare quella mamma, ma l’idea di quella bambina che faceva le bave per la torta non mi è andata giù. temo che, da grande, sarà una sfegatata carnivora, per la legge del contrappasso, e mi chiedo se sia giusto che noi genitori imponiamo ai nostri figli le nostre scelte di vita. d’altro canto, però, poi mi dico che, allo stesso modo, li battezziamo, gli facciamo fare religione a scuola o decidiamo di mettergli l’apparecchio ai denti perchè abbiano un bel sorriso. e mi incarto. e mi chiedo pure perchè cacchio io lo stia scrivendo qui, che, se fossimo seduti al tavolino di un bar mi stareste guardando con l’aria perplessa del ma tu guarda questa qui dove vorrà andare a parare.

forse, davvero, il problema è tutto negli ismi, perchè gli estremismi, per quanto buoni possano essere in nuce, quando crescono riescono sempre a lasciarmi perplessa.

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13 thoughts on “i pericoli degli ismi

  1. ciao… non so se ti ricordi di me (ti seguo da moltissimo tempo, e sono tra chi ti mandò il suo indirizzo email per continuare a seguirti quando criptasti l’altro blog), commento poco, ma ci sono… stamattina ho un po’ di tempo ed eccomi.
    Sono d’accordo con te, non bisognerebbe imporre le nostre scelte ai bambini, per quanto possibile. Sulla religione il discorso è molto complesso… noi non abbiamo battezzato la nostra bambina che, inoltre, non fa religione a scuola [va ancora all’asilo e trovo assurdo che comincino così presto, questo tipo di educazione andrebbe delegata alla famiglia secondo me, ma è un’altra questione], ma cerchiamo di darle delle spiegazioni quando fa domande del tipo “chi è gesù”. Sull’apparecchio ai denti, quello serve, oltre che all’igiene e a preservare la dentatura, anche alla postura, a non avere poroblemi di schiena, quindi è per la loro salute… ma imporre una dieta vegana a una bimba piccola mi sembra esagerato, non esprimo giudizi sui suoi genitori, ma mi sembra un vero estremismo, come dici tu. Anche io se potessi alle feste le vieterei un sacco di cose che per me sono delle vere porcherie, e che so anche che non è che le fanno prorpio bene, ma mi astengo… è una bambina, non voglio che si senta limitata e diversa, per quello che posso.
    Insomma se fossimo al tavolino di un bar non ti guarderei perplessa.

  2. Ciao! Io no, non ti guarderei perplessa. Ti sorriderei perchè in parte la penso come te. Io penso che per i nostri figli dobbiamo fare tutto quello che riteniamo sia il loro bene (il LORO, non il nostro) ma, non condivido gli estremi. Il troppo stroppia. Non voglio giudicare quella mamma ma semplicemente fare due chiacchere con te, ci mancherebbe, sicuramente lei era convinta di far del bene a sua figlia ma, l’essere vegano è un estremo. Non lo condivido per questo. Eliminare tutti quei cibi da un bambino mi sembra molto. So anch’io che vive lo stesso però ieri, a quella festa, si è sentito diverso. Ecco, io cercherei di non arrivare a questi livelli, ma fare la mamma è stra difficilissimo! 😀 Un forte abbraccio.

  3. io ti appoggio in tutto e per tutto.
    poi, da quando per intolleranze varie sono stata obbligata a eliminare o a limitare molto alcuni alimenti (e in alcuni periodi le limitazioni erano davvero pesanti, anche perché stavo proprio male), guardo con occhio non troppo amichevole i nazisti del cibo. soprattutto quandoi sono nazisti con le pance degli altri.

  4. Non solo per l’ismo insito, ma anche per il punto di vista nutrizionale… Non mi vede molto d’accordo. Anche io ho quasi tolto le proteine vhe hanno i genitori, perchè lo trovo rispettoso nei confronti di coloro cui togliamo terreno coltivabile pr foraggiare le bestie, e che per questo non mangeranno molto nelle loro vite. Peró i bambini devono crescere… E non limito loro nulla. Ho un figlio carnivoro e uno vegetariano, per gusto e basta, per ora.
    Mi spiace per quella bimba.

  5. Anni fa per festeggiare un’amica il cui nipote era celiaco feci fare la torta da pasticceria specializzata. Al taglio della torta dovevate vedere gli occhi del bambino che per la prima volta mangiava il dolce con tutti gli altri e non dal suo trasportino. E lui aveva una patologia a giustificare i divieti!
    Il battesimo o il catechismo sono diversi, a me sono stati imposti i sacramenti fino alla cresima e poi mi sono allontanata per vent’anni dalla chiesa, ci sono rientrata con una storia personale.
    I miei nipoti, battezzati alla nascita per volontà nonnesca, figli di atei, non hanno fatto la comunione ma scelgono, in tutta libertà, di frequentare l’ora di religione.

  6. Anch’ io sono d’accordo con te… almeno sul cibo! A casa nostra alimentazione sana, ma quando si va a una festa i bambini mangiano quello che gli pare (anche se a me si torce lo stomaco)…
    🙂

  7. Io sono una pescetariana, detta in soldoni: la carne mi fa schifo. Mangio poco pesce, principalmente per golosità.
    Per anni ho evitato sia carne che pesce, unica in casa mia.
    Il mio ragazzo è un carnivoro da bisteccona al sangue e ci troviamo molto bene: ognuno mangia quello che ama.
    Per i figli è diverso, con loro si cerca di dargli quello che riteniamo migliore e più sano. Pur non mangiando carne non ne vieterei mai ai miei bambini, ma mi rendo conto che nella testa di una madre vegana convinta quello sia il meglio per il figlio.
    A questo punto butterei la palla al centro e chiederei a un medico cosa è meglio.
    Poi, ai compleanni, che si divertano e si rilassino! Una volta escluse le patologie, sono bambini e crea molto più danno essere “diversi” che una fetta di dolce con la panna!

  8. Ciao, ti ho scoperto oggi arrivando dal blog della Pellona (che adoro, posso scriverlo?) e sto cercando di recuperare perché mi piace molto quello che scrivi. Io sono vegetariana da circa 25 anni(ne ho 40), i miei figli sono onnivori nel senso che a scuola e dai nonni mangiano di tutto mentre io non cucino nulla che “abbia avuto genitori” come scrivi tu. Io prima di scoprire questo bel modo di dire dicevo “niente che abbia avuto occhi” ma non l’ho trovavo soddisfacente perché non mangio nemmeno le cozze…Comunque sono d’accordo con la tua analisi, una volta ogni mille mai porto i miei figli da Macdonald, che per me è un po’ come farmi il bidet con una medusa, ma lo faccio perché non voglio che diventi la cosa proibita da bramare al di là di ogni logica. Con il figlio grande parliamo spesso della mia scelta, che è stata ed è tuttora etica, io amo appassionatamente gli animali, me ne occupo, li salvo se sono in pericolo, li accudisco quando ne hanno bisogno ma soprattutto li rispetto. Non posso pensare in alcun modo di inserire nel mio organismo il dolore, il terrore e il senso di tradimento che sicuramente sta nelle loro fibre dopo la morte cruenta a cui vanno intorno, ma non impongo niente a nessuno. Chiaramente a casa si segue una dieta vegetariana bilanciata, per mantenermi in salute presto molta attenzione a quello che mangiamo, non sono vegana ma acquisto prodotti di derivazione animale (uova, latte, latticini e miele) solo da una cascina che conosco e so come vengono trattati gli animali. Ma i vegani hanno proprio una filosofia di vita che non accetta alcuno sfruttamento animali, nemmeno se gli animali stessi vengono “trattati bene”. Ho l’illusione che a suo tempo i miei figli sceglieranno di essere vegetariani, il loro babbo, nato e cresciuto carnivoro esponenziale, ha ridotto al minimo il consumo di carne e pesce ( un paio di volte al mese) e ne è profondamente soddisfatto. Io non gli ho mai chiesto nulla ma la scoperta di quello che comporta la produzione di carne e la pesca irresponsabile lo hanno spinto verso questa decisione

    • quando avrò smesso di ridere all’idea di te (meglio, di me, che mi immagino più facilmente) che ti fai il bidet con una medusa, potrò dirti che sei saggia. che penso che ci debba essere equilibrio in tutto e che, soprattutto, gli ismi sono pericolosi tanto quanto i “proibito di default”. spero che i nostri figli capiscano – mi sembra che capiscano già, i miei, anche se si tuffano sul fritto misto di pesce ogni volta che capitiamo a tiro del baracchino vicino a casa 🙂
      ben venuta, valeria!

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