ho fatto la pizza più buona del mondo!

sabato era il pasta madre day. lo so, avrei dovuto scriverci un bel postino (nel senso di piccolo post) con tante belle foto, ma è un periodo così: si fa fatica. però, visto che avevo rinfrescato la lella per farci il pane, visto che Lui aveva solo il Suo Grande (perchè la Sua Piccola è pure un po’ rognosa: due sabati di fila pizza proprio non li accetta), mi son detta: ma sì, facciamo la pizza.

solo che ho sbagliato. come sempre, direte voi: se invento una ricetta, io, non è che volessi inventarla: è che sbaglio. va beh: se poi funziona, sta’ a guarda’ ‘l capello, no?!

insomma, ho tirato fuori 100 g di lella pastella, appena rinfrescati per farci il pane, ho aggiunto un cucchiaino di miele, ho “smissiato” un pochino e sono andata a nuoto. alle 7.30 del mattino? no, alle 8. colpa della pellona, che mi ha fatto sentire in colpa, tempo fa, con un suo post sulle sue sanissime abitudini.

son tornata che erano le 9.30 (non fate i cretini! ho nuotato un’ora, solo che la piscina è a 50 metri da casa e non mi asciugo i capelli!! … che poi mi lamento dei cervicali…) e ho aggiunto 350 g di acqua, 1 cucchiaio colmo di malto d’orzo, 150 g di semola di grano duro e 400 g di farina 0. ho impastato qualche minuto, poi ho aggiunto 6 pizzichi di sale. e l’olio. ecco. io l’olio non lo metto mai – lo mette la mia mamma, io no. solo quando la stendo, per farla lievitare senza che si secchi. invece, ‘sto giro, mi son distratta a parlare col Mio Piccolo, che si lamentava dell’indubbia stronzaggine del Mio Grande (dio mio, l’adolescenza! dovrebbero abolirla!) e devo aver pensato che fosse l’impasto per il pane (che, invece, era nella ciotola rossa, appena impastato) e ci ho aggiunto 2 cucchiai d’olio belli colmi. ho ricominciato ad impastare. solo che, siccome impastavo con il bimby, non mi sono accorta che era più morbido del solito. ho finito di sbattacchiarlo, ho coperto il bimby con un sacchetto e me ne sono andata a giocare con il Mio Piccolo. verso mezzogiorno, la mia coscienza di cuoca perfetta (le risate si sprecano, lo so) ha iniziato a rimordere: e dagli due pieghe e povere creature e le lasci lì tutte sole (perchè c’era anche il pane, ovviamente). insomma, ho preso la farina, ho spolverato per bene il tavolo e ho rovesciato sopra l’impasto. ‘na roba brutta. appiccicava che non avete idea, non voleva saperne di venire fuori dal bimby, giurerei che abbia anche cercato di mordermi… di primo acchito, mi son detta: e mo’ ti riempio di farina e impasto di nuovo. brava. era già mezzogiorno: se impasti a mezzodì, come ce l’hai la pizza pronta per l’ora di cena!? no. non si impasta. si prova a fare come per il pane senza impasto: si fanno le pieghe sfarinando per bene tutto quanto e si manovra l’impasto con una spatola. fatto. l’aspetto era quello di una pancia flaccida: bianchiccia, molliccia, appoggiata sul tavolo. l’ho coperta con un’insalatiera e l’ho lasciata lì a lievitare, in mezzo al tavolo, invece che in forno, così imparava.

alle quattro, però, il tavolo mi serviva. avevo promesso ai bambini che avrei fatto i muffins e non è che io abbia questa cucina così piena di piani di lavoro. come la sposto, quella pancia flaccida? le faccio altre pieghe con un po’ di semola. assolutamente immaneggiabile: la pigli di qua? ti cade di là. insomma, una volta fatte ‘ste benedette pieghe con l’aiuto della spatola, l’ho fatta rotolare (giuro), a spinta, sempre con la spatola, dal tavolo alla teglia. coperta di nuovo con l’insalatiera e via andare, dentro la dispensa. è rimasta lì, sola soletta, fino alle 20. quando l’ho scoperchiata, mi son trovata davanti un impasto elastico, molle, ma non più flaccido, profumato di buono. ho oliato per bene due teglie, ho diviso l’impasto a metà e l’ho steso (aiutandomi con le mani ben unte, perchè un po’ di appicicaticcio ce l’aveva ancora) sulle teglie. ho coperto le teglie con il domopack (perchè restassero ancora un po’ al caldino) e ho acceso il forno a 250°C.

ho messo Lui al taglio della mozzarella, il Mio Piccolo allo schiacciamento con forchetta del pelato, il Mio Grande e il Suo Grande agli “ingredienti aggiuntivi” (tonno da scolare, olive da tagliare, wurstel – mio dio, che orrore, ma loro li amano – da rotellizzare… ‘ste robe qua, insomma) e mi son versata una birra, che me la meritavo.

quando il forno ha raggiunto la temperatura, ho coperto la prima pizza con il pomodoro, sale, origano e ho infornato la prima teglia. 7 minuti. poi fuori. mozzarella e dentro, altri 7 minuti. intanto, ho “verniciato” di pomodoro la seconda, che è entrata in forno quando è uscita sua sorella.

da urlo.

buonissimissime, buonerrime, fantastiche. fossero state rotonde, avrei potuto pensare che fossero state magistralmente (modesta!) fatte da un pizzarolo di quelli bravi.

insomma, enormemente fiera di me e della PIZZA PIU’ BUONA DEL MONDO.

la canzone, con la pizza, onestamente, c’entra pochino. è che, durante una lunga discussione, sabato sera, a letto, con il Mio Grande, durante la quale cercavo di fargli capire quanto possa essere difficile vivere con lui, in questi giorni, e quanto enorme segno d’amore sia il fatto che nè io nè suo fratello gli abbiamo ancora aperto la gola parte per parte, durante la notte, lo sbarbatello, a bruciapelo, mi ha chiesto: ma se tu potessi salvare una canzone sola, quale sarebbe? e io ci sono milioni di canzoni che salverei, e tutte hanno un significato, ricordano qualcosa, mi hanno accompagnato in uno o in mille momenti.

ma mi son sentita dire: una sola? allora knocking on heaven’s door, di bob dylan, ma versione dei guns n’ roses. e forse è proprio vero.

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10 thoughts on “ho fatto la pizza più buona del mondo!

  1. sabato era il pasta madre day. Infatti l’ho tirata fuori dal frigo, le ho parlato, le ho detto “c’avvimma fà?”, le ho dato una rinfrescata e l’ho rimessa là.

  2. Ah, eccola la canzone! Sarebbe anche la preferita del mio piccolo, che però è indeciso. Forse preferisce la versione originale. La pizza sta bene con tutto, comunque 🙂

  3. ecco, consolami che il mio grande sta in piena preadolescenza e già non lo reggo più e il piccolo, con tutta la sua rompicoglionaggine problematica, con lui è un santo zen. Tranne quando giocano alla wii lanciando urla selvagge e allore li metterei nell’ umido pure loro. Solo che da noi l’ umido seprarato non c’`e e allora mi restano o il vetro o la carta e secondo me non ci siamo con nessunp dei due e allora me li tengo.
    E le pizze fighe sono tutte a impasto molliccio se non di olio, di acqua. Ma tu i food blog fighi non li leggi? (ah, già, dimenticavo, lo sei)

    inoltre, il 15 febbraio sono a Brescia, il 24 a Trento. Tu che fai?[iù vicino i tanto non si può, sorry

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