c’era una volta

una volta c’era lui. non Lui, un altro. che poi, “un altro” è riduttivo: era lui, con i suoi difetti, con i suoi pregi. un amore grande. sbagliato, ma grande. di quelli che lo sai dall’inizio che non porteranno a nulla, ma continui lo stesso a camminarci a fianco. per anni. anni, fatti di giorni di parole, di abbracci. anni fatti di sere, di notti di risate e bicchieri di vino, di sogni che sapevamo non si sarebbero realizzati mai. anni in cui i nostri mondi ruotavano l’uno nell’orbita dell’altro. orbite ellittiche, chè ogni tanto si decideva che era sbagliato, che ci saremmo solo fatti del male, ma senza riuscire mai ad allontanarci più di tanto. non era facile stare insieme, ma lontani no, non si poteva. avremmo, probabilmente, continuato così tutta la vita, se il fato non avesse deciso di metterci lo zampino. il fato, poi… magari è come dice il suo amico: l’ha fatto lui di proposito, per vedere se riusciva a vivere senza di me o a convincere me che non potevo vivere lontana da lui. potevo, invece. e capirlo è stata la boccata d’aria dopo l’apnea, quella stupita, dolorosa, ma vitale. perchè un amore così ci ha dato tanto, ma non avrebbe portato a niente.

sola, ho ritrovato me stessa.

quando è tornato, non c’ero più. c’ero, ma non volevo più esserci: avevo la sensazione di avercela fatta, di essermi liberata da una droga, perchè lo eravamo, l’uno per l’altra. forse temevo che parlarsi avrebbe rovinato quello che era stato – ed era stato tanto. ho finto improbabili impegni di lavoro, millantato emicranie, febbri dei bambini. sono scappata, insomma. volevo restasse il ricordo. o forse avevo paura di ricaderci. sì.

Lui sa. sa quel che gli ho fatto capire, quel poco che gli ho detto – non chiede.

lui, invece, di Lui non sa e, più passa il tempo, meno so come dirglielo.

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18 thoughts on “c’era una volta

  1. Quella canzone, mamma mia. Così mia. E anche il resto, che, come dire, mi sa che so. Un abbraccio grande, cara. Ci sono cose che non finiscono davvero, anche se sono finite.

  2. Io parlo di lui a Lui; e Lui ride, mi abbraccia, si fa pensieroso, mi tocca la mano e mi lascia libera di essere e di ricordare. Ma non parlo di Lui a lui; evito di fargli male, intenzionata a lasciargli il ricordo di quello che siamo stati insieme.
    Quello che sono ora non lo riguarda più.
    Bel post, Yogini, bel post.

  3. Non pensarci, come dice francesco. Voi siete stati molto, e di quel molto che non passa mai. Che tutti abbiamo uno che non passa mai, anche se sbagliato. E tieni questo ricordo. E quella canzone, che è così anche mia.

  4. lui ha un posto nel tuo passato e nei vostri ricordi che nessuno potrà mai togliergli, ma Lui fa parte del presente e del futuro, pensa che tragedia se fosse il contrario. E poi secondo me lui immagina che esista un Lui 😉

  5. Mah… Se capita, dirai, ma se non capita, magari potrai anche dimenticare di dirglielo. E quando poi capiterà, sarà naturale dirglielo. Se capiterà.
    Non si capisce molto, eh?

    Ma se il lui (non Lui) è quello che dico io, caspita come mi piaceva 😀
    E se il lui è un altro, hai capito chi è quello che caspita come mi piaceva 😉

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