Ufficio Complicazioni Affari Semplici

me lo ricordo ancora: entrammo in quel corridoio che mi pareva enorme. vi si affacciavano delle finestre enormi, ma alte: non vedevo se non la sommità delle teste di chi era in piedi. si sentiva, in sottofondo, il brusio delle voci dei professori che facevano lezione. a scuola mia, quel giorno, la prof della prima ora era assente e i miei avevano ritenuto fosse bello che andassi anch’io ad iscrivermi al liceo. mia mamma parlava con la segretaria, io mi guardavo in giro, entrando per la prima volta in quegli spazi che mi avrebbero vista ogni giorno, per nove mesi l’anno, per cinque anni.

ora no. ora le iscrizioni alla scuola superiore (e non solo) si fanno on line. da oggi. mi accoglie una paginetta colorata. mi accoglie… piano: mi accoglie quando, al dodicesimo tentativo, riesco ad entrarci. mi spiega che, per iscrivere il Mio Grande, devo registrarmi. parto. la pagina non è disponibile. sovraccarico, penso: fossimo ancora agli anni miei, sarebbe fila davanti alle porte della segreteria. finalmente, si apre il sito per la registrazione: inserisco i miei dati, clicco su “prosegui” e… ta-daaa!! pagina non available. se fossimo ancora agli anni miei, sarei davanti ad una segretaria imbecille. che può succedere, per carità, ma, di solito, anche la più imbecille non si incarta sui tuoi dati anagrafici, no?! riprovo. una, due, tre, cinque volte. arrivo di nuovo alla pagina. non c’è la possibilità di inserire il comune di nascita: mi chiedono di sceglirlo, ma non me lo lasciano fare (prima sì… che abbiano deciso che non gliene frega niente di dove son nata? ci starebbe, anche). stronzi: non mi avrete! ricarico la pagina. non disponibile. cerco di essere zen – sono una yogini, in fondo! ricarico. eccola. mi chiedono il nome di mio nonno materno. mi perdo a ricordare quel nonno da cui ho preso i capelli rossi, che poi erano così bianchi  (i suoi) da parere finti, che raccontava favole meravigliose, di quelle senza capo nè coda, che mi portavano per ore in mondi lontani, quel nonno che rideva sempre, che fingeva di avere dei tic strani per farmi ridere. mi chiedono il nome di mio nonno materno per iscrivere mio figlio a scuola on line. mio nonno, che è morto prima che internet volesse dire qualcosa. chissà se la segretaria ebefrenica mi avrebbe chiesto il nome di mio nonno materno… no! ferma! la lotta è impari: la macchina sta cercando di mandare in corto le mie sinapsi! non ce la farà! mi riprendo: fermo il corso dei pensieri. arrivo ad iscrivermi e mi arriva pure la mail di conferma coi dati. fantastico! la segretaria imbecille pare essersi connessa col mondo. ritorno alla pagina per la registrazione on line. ritorno… ritornerei (che comincia a sapere un po’ di periodo ipotetico dell’impossibilità), se non fosse che mi dà di nuovo “pagina non disponibile”. sento che il mio server sta facendo la respirazione del guerriero, inspirando ed espirando profondamente, nel disperato tentativo di non mandare a cagare me e il sito del ministero dell’istruzione. ma io ho verosimilmente solo oggi come giorno disponibile per perder la mattina in tentativi disperati di iscrivere mio figlio a scuola. di notte? a casa? magari: il computer di casa si è rotto e il suo acquisto verrà dopo l’acquisto del frigo (che inizia a far acqua) e della lavatrice. non se ne parla: oggi posso e oggi lo iscriverò. e poi, è diventata una questione di onore: non fossi in ufficio, mi legherei una fascetta in fronte, alla Rambo, per sentirmi più cattiva.

riclicco, per l’ennesima volta (con enne ormai di gran lunga maggiore di venti), sulla pagina del login. nome. password. clicca. parte la rotellina del caricamento pagina. gira. rigira. continua a girare. il server si rompe le palle: siccome la schermata “e vaffan…o, no!!” non c’è, mi compare quella che discetta di tempi d’attesa troppo lunghi e mi invita (mi supplica?) a riprovare più tardi. mi sembra di sentire dei sighiozzi uscire dal computer. mi chiedi se sia proprio necessario che mio figlio frequenti la scuola superiore: va bene a scuola, è vero, gli piace pure studiare, ma… non sarà sopravvalutata tutta questa cosa della cultura? non sarebbe meglio se, uscito dalla terza media, andasse, che so, a zappare i campi? pare non si possa, mi dicono dalla regia: potrà zappare i campi solo dopo aver frequentato qualche altro annetto di scuola. va be’, allora, fatica per fatica, povero, assecondiamo il suo desiderio di arrivare fino alla laurea! e riproviamo.

clicco. mi dicono che non è stato possibile verificare le mie credenziali.

mi viene da piangere.

io già ho i miei seri problemi a rapportarmi ai cretini reali: coi cretini virtuali mi sento persa.

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35 thoughts on “Ufficio Complicazioni Affari Semplici

  1. alla fine, sono riuscita ad iscriverlo! mi sento spossata come se avessi corso la maratona in pieno luglio. dementi. non ho altri giudizi: dementi. (ed è pure venuto fuori che non mi è comparsa la pagina con la professione dei genitori…)

  2. come Noisette ti dico che quelle cinque volte l’anno che mi bastano per chiedere un prepensionamento ponderato…
    però mia cara, sì, yogini, sì ma sotto spirito: ti adoro!

  3. Vado fuori dal coro. E’ tutto incasinato e intuppato perché ‘sta cosa doveva partire anni fa. Ma figuriamoci con l’ideologia con l’ideologia cripto-luddista di questo paese. Funzionerà. E funzionerà bene. Noi a scuola abbiamo evitato di lamentarci e ci siamo attrezzati per aiutare tutti. Arrivano alla consulenza e se ne vanno sufficientemente felici. Ovviamente nei giorni scorsi abbiamo spiegato di non precipitarsi il primo giorno, e distribuitole ore di traffico meno intenso per chi lo farà da casa. E’ un’ottima cosa. E se non ci forzavamo stavamo ancora qui a lamentarci di dover compilare carta. Io sono di quelle che ha usato il vax system quando, all’epoca, lo avevamo noi, la Nasa, il Cern e poco più. All’inizio si impallava sempre, ma, fidati, chi sosteneva l’esclusività dello schedario a mano forse non lo sa ma si è perso per strada!

    • non so. so che ieri sera mi ha chiamato la nonna di un’amica del Mio Grande (la nipote vive con lei), che non ci si sbrogliava proprio. e stamattina una mamma, straniera, mi ha chiesto di farglielo io, perchè non ha il pc. io le cose che escludono di default le persone che hanno redditi o conoscenze più basse proprio non le sopporto: una bic con cui compilare un modulo ce l’hanno tutti. credo che l’informatizzazione vada benissimo, ma che ci siano ben altri modi, invece, di aiutare la scuola.
      ma io son fuori, quindi, mi rimetto al giudizio di chi, come te, c’è dentro. 😉

      • Vedi, dipende da come la scuola gestisce il cambiamento. Uno straniero si iscrive con la Bic, ma viene a scuola farlo uguale come sopra perché altrimenti certe cose non le sa. Se non tutti si fossero buttati il promo giorno, se la scuola avesse aperto uno sportello, dicendo però dal 1 febbraio, perché prima aspettiamo rettifiche e ci impratichiamo, avrebbe funzionato meglio. E magari la scuola riacquista un ruolo socio-culturale. Noi stiamo provando così. Pu ti dico se funziona.

  4. Ne parlavo sabato sera con un’amica: quattro figli ed è riuscita ad iscriverne solo uno! Per gli altri trafila solita perché non c’era verso di farlo on line. Come perdere tempo…

  5. Io credo che il problema più grosso sia che si sta usando un sistema che va in crash ogni due per tre e non lo è usato prima, in prova, in alcune scuole, per mettere a punto e poi diffondere, ma, d’amblé, lo si impone a tutti, senza che chi lo impone abbia nemmeno le conoscenze e/o la tecnologia necessaria per farla funzionare. E non è la prima volta.
    E senza che neppure gli utenti abbiano per certo l’hardware e le conoscenze necessarie (e tra gli utenti metto anche la scuola, visto che nella mia [scuola di classe A+, certificata] ormai i computer presenti vanno a manovella).

  6. I computer a manovella per quel tipo di siti non c’entrano NIENTE, parola di Thelma che quei siti li fa e – parole sue – di fronte a un tale numero di accessi crashava anche la Nasa. Il sito è stato sperimentato prima, ovviamente, è di legge. Ma le sperimentazioni NON si possono fare con gli utenti, ci sono dei protocolli per questi tipi di procedure. Ciò detto, non è il migliore dei siti possibili, e nemmeno il medio. Ma, vai tranquilla, se la gente non si presentava tutta il rimo giorno, come l’assalto ai forni e come NON avrebbe MAI fatto col cartaceo non succedeva niente o molto poco. Se a scuola nostra arrivassero in segreteria 250 persone a iscriversi nello stesso giorno vai sicura che almeno metà deve tornare l’indomani!

    • di questo ho timore. la mia segreteria ha un orario apposito solo per questo, però è anche periodo di scrutini e già di base le due segretarie sono diciamo le uniche che si fanno in quattro. A me infastidisce di quattro uffici vederne appesantito solo uno. Ma questa è un’altra storia…

      • Il problema della nostra scuola è che ci sono otto plessi gestiti (per questa occasione) da due applicate. Di più, non possiamo: sono in tutto 1600 alunni di tre ordini di scuola diverse, ma se la segreteria è di tot persone, quelle sono. Quando può, si aggiugne anche la DSGA. E infatti da noi (inteso come nostra sede, dove insegno io) nessuno si è ancora presentato (perché da noi si comincia tra qualche giorno). Ma i plessi che sono stati messi in fila per primi, quelli bisogna farli prima degli altri, perché poi per loro non ci sarà più personale a disposizione.
        Che la sperimentaizone non si possa fare con gli utenti (quando parlavo di “sperimentazione” intendevo quello), a volte sembra ovvio. Ma non al Ministero, evidentemente. Nemmeno dopo la lezione delle Invalsi agli esami, per dire.

  7. @Prof: scusami, mi sono espressa male io (o, meglio, ho usato un tecnicismo da agenzia di comunicazione che per me è abituale senza pensare che poteva dare spazio a equivoci). Quando parlo di “utenti” parlo ovviamente anche delle scuole: dal punto di vista appunto delle web agency le sperimentazioni possono essere fatte *solo* (e, ripeto, ci sono protocolli) internamente tra committente e web agency. Cosa che è stata fatta. Ma, come dicevo, se la testa dice agli italiani che, visto che le iscrizioni sono online, devi andare per forza online il primo giorno utile, cosa che non hai mai fatto prima, quella non la cambi. O, meglio, si cambiava facendo, e qui concordo, una campagna ad hoc sull’importanza di non correre.

  8. (in realtà, anzi, in qualche modo è esattamente il contrario: ci sono cose – specie con siti moderatamente dinamici e ad accesso cadenzato ma imprevedibile come questo che si possono davvero sperimentare solo con gli ‘utenti’ nel senso che intendi tu…)

  9. Yogini, nell’ordine: 1) tu li iscrivi sempre il primo giorno, non tutti gli altri che si sono precipitati a intasare il server; 2) la straniera viene a scuola a fa l’iscrizione a scuola, esattamente come ha sempre fatto, visto che la scuola è tenuta ad avere una postazione (scuola che peraltro ha sempre aiutato); ma soprattutto 3) a parte che OrizzonteScuola è il sito contrario a ogni innovazione della scuola, spesso con motivazioni aprioristiche, in questo caso effettivamente l’intervento non è redazionale ma della responsabile scuola del PD. E allora faremo notare alla Puglisi che a) storicamente la sinistra (PD incluso) è sempre stata contraria al decentramento in ogni sua forma; b) che gli enti locali che presiedono alla scuola non sono sempre e solo i Comuni, ma anche la Provincia e, udite udite (chi sa se la Puglisi sa che in alcune realtà italiane particolari si ha facoltà di ricreare questi enti locali per il resto estinti), il Circondario; c), e soprattutto: CHE QUI NON SI STA DECENTRANDO NULLA! Si sta parlando di un sito internet che contiene l’anagrafe delle scuole e che è stato messo in chiaro per i genitori ma esiste da anni. Sarebbe come dire che le pagine gialle sono un esempio di centralizzazione dei servizi, e non della ricerca! Mi spiego meglio: nelle segreterie, almeno in teoria (poi molte scuole NON lo fanno, e se ne vede il problema all’esame di stato o per i nulla osta), le iscrizioni cartacee andrebbero poi indicizzate on-line né più, né meno che come è ora. Non solo: si sta confondendo il fatto che questa scelta viene fatta dalle famiglie direttamente con il fatto che poi si possano fare cambi oppure determinare bacini di utenza e perequazioni in base a provenienza, società etc. Gli enti locali al momento della pura e semplice iscrizione non facevano nulla prima (e ci mancherebbe che vuoi fare, portare l’iscrizione in circoscrizione?!) e non fanno nulla dopo. Gli enti locali per quanto riguarda la determinazione dei flussi – così come il governo centrale – fanno esattamente quel che facevano prima (cioè: poco, i santi enti locali, forse per colpa del patto di stabilità, forse no, così come il cattivo governo centrale).
    Affermazioni come quelle della Puglisi sono quelle che ti mettono in seria difficoltà (unite al pensiero di Luigi-Buona Volontà Incompetente Berlinguer) al pensiero di votare un loro alleato alle prossime elezioni.

    • a parte il punto 1 (non posso dire di tutti gli altri, ma che fossimo sempre in tanti, sì) e il 2 (che, se il server va così da dio e le straniere o le nonne o i non possessori di pc si recano tutti insieme, anche un po’ per giorno, in segreteria, sai che madonne che tiran giù quelli della segreteria, che, immagino – ma non so per certo, magari sbaglio,… spero – glielo devono fare on line anche loro), il punto che condividevo è questo “Quei Comuni che hanno sperimentato un patto territoriale per governare i divari sociali tra diversi quartieri, la presenza di cittadini stranieri, per favorirne un’effettiva integrazione, oggi si trovano spiazzati”. da noi il lavoro di bilanciare per ridurre i divari sociali è stato fatto. sarà possibile (e te lo chiedo senza polemica) farlo ora? e come? dovranno mettersi di nuovo sotto le scuole? e, allora, che senso aveva fare tutto ‘sto casino adesso?

      • Sul punto 2), ma normalmente per le iscrizioni vanno TUTTI in segreteria ALMENO UNA VOLTA. ” le straniere o le nonne o i non possessori di pc” ci andavano DIECI VOLTE, (spesso, se la scuola è efficiente, magari cadenzando per giorni). Ora semplicemente chi ci andava una volta (vedi per esempio alcuni blogger che hanno raccontato la soddisfazione dell’iscrizione online, oppure tu) ci va zero volte. E gli altri magari da dieci diventano cinque. Le applicate, visto che è il loro lavoro, lo faranno e zitte. E magari rinunciano a un paio di pause caffè di mezz’ora, spesa inclusa.

        Sul punto 3), i Comuni non sono affatto spiazzati perché ai Comuni chi mette che cosa sul sito non importa nulla. I Comuni continuano a ricevere come prima le segnalazioni e continuano a fare il piano per l’anno successivo nelle riunioni di Circolo (si parla di elementari, perché la Puglisi parla di elementari anche se non lo dice, perché il discorso è leggermente più ampio, appunto, e coinvolge ben altri enti locali) prima delle (pre)-iscrizioni, dopo le pre-iscrizioni in vista delle iscrizioni (giugno). Si tratta di attività che in parte non si basano sulle pre-iscrizioni, e si fanno uguale uguale (come è ovvio: se io Comune ho una lista dei bambini di quel quartiere parlerò delle problematiche a rischio con i Direttori ben prima delle pre-iscrizioni e soprattutto a prescindere da chi materialmente poi mi porterà le pre-iscrizioni alle scuole!), in parte si basano sulle pre-iscrizioni che arrivano alle scuole, e rispetto alle quali agli Assessori di Istruzione e Politiche Sociali non importa una beata mazza, come è ovvio, se le iscrizioni sono arrivate per internet o a dorso di mulo! Le pre-iscrizioni arrivano, e poi si faranno le graduatorie secondo i criteri consueti decisi nelle riunioni consuete. Dove sta il problema?
        Quel commento (preso pari pari dal blog della Puglisi) è volutamente fuorviante, da campagna elettorale, ne ho letti altri, peraltro, su quel blog di post elettorali.
        Insomma, quello che voglio dire è che sono processi che non c’entrano NIENTE con il fatto che tu compili la domanda a mano e l’applicata te la schiaffa (con un nome utente che tu non sai, ma è il tuo) sull’anagrafe internet oppure che tu la compili online e l’applicata la legge dal sito internet.
        Ultima cosa, ne parlavo stamani con mamma ‘povna anche lei allibita dal can can su ‘sta cosa delle iscrizioni. Anzi, due. La prima è colore. Pare che mamma ‘povna abbia passato gli ultimi due giorni a convincere un buon numero di amiche, in pensione come lei, a evitare di andare a vedere “il sito delle iscrizioni online e delle scuole di tutta Italia per vedere come è, quale è la scuola della mia bisnipote che vive a Canicattì etc”. Ora, mamma ‘povna non fa statistica, ma capisci che cosa intendo quando dico che è fisiologico che i primi giorni ci sia l’intuppo?! La scuola è di tutti, di questa cosa hanno parlato tutti i TG. Molta gente è, banalmente, incuriosita. Come quando veniva messo il primo telefono in paese.
        Seconda cosa, più seria. Il fatto di avere una tecnologia per fare le cose non diminuisce i contrattempi, quelli fanno parte della statistica. Diminuisce la scomodità delle conseguenze dei medesimi (mediamente, ovviamente), che è altra cosa. Mi spiego: se vai alla posta e si blocca il sistema, prima aspetti, poi smadonni e poi spesso sei costretto ad andartene. Se iscrivi on-line e il sito si intuppa, prima aspetti, poi smadonni, ma intanto continui a fare quello che ti pare, sei senza scarpe, sdraiato sul letto e magari ti stai grattando i piedi. E’ diverso. Poi si sente parlare maggiormente di queste disfunzioni perché 1) si pensa alla tecnologia come magia (non parla di te in particolare, è un processo che pertiene a tutti noi, una specie di pensiero magico incoscio. Postfreudianamente è stato anche studiato, è interessante la questione; 2) perché chi sa perché se fai la coda alla posta e il programma si intuppa o ti chiudono lo sportello davanti è considerato carne morde uomo. Se ci metti in mezzo l’online ecco che diventa uomo morde cane.
        Poi magari sarà un disastro. Ma non si può giudicare al terzo giorno e non si può lasciare che i responsabili scuola di chi ci vuole governare rimestino le acque confondendo il canale (come consegno la domanda) con un messaggio altro da quel codice di comunicazione (le relazioni tra scuola ed enti locali per la gestione di educazione e territorio).
        Scusa la lunghezza, cancella pure se vuoi, ma ci tenevo a spiegare per bene!

      • no che non cancello! mi va benissimo che spieghi!
        confesso, però, che, se da un lato mi tranquillizza sapere che poi ci sarà “l’omino” che mette a posto le iscrizioni, per fa le classi, allora mi chiedo ancora di più che senso avesse. forse, se avessero detto “scegli: carta o internet, è lo stesso”, sarebbe stato più… equo (?).
        e mamma ‘povna e le sue amiche mi fanno troppo ridere! 🙂

  10. Non è un omino, sono i Consigli di Circolo! E può darsi che, banalmente, invece in molti posti le domande siano in numero inferiore ai posti e già ottemperino ai criteri (sempre di elementari si parla) e non ci sia bisogno di nessun correttivo. Sul doppio canale: già, peccato che nella scuola italiana con il doppio canale si sia rimasti al papiro egiziano, altro che rete. Inoltre uno dei compiti che rientra nel codice della Pubblica Amministrazione è anche quello di aiutare a diffondere le innovazioni tecnologiche nel resto del paese. Questa è una legge della P.A., non una mia utopia. E questo non si fa dicendo: “chi non ha, continui a usare la carta”. Si fa dicendo “chi non ha, venga qui, glielo facciamo e glielo spieghiamo, così poi in ogni caso il suo profilo informatico ce l’ha uguale, e quando avrà il computer avrà anche le competenze e il suo profilo come tutti”. Altrimenti sì che si creano cittadini di serie A (che possono consultare il loro profilo online ovunque) e cittadini di serie B (che hanno solo il profilo cartaceo che devono chiedere a scuola attraverso attenta pratica burocratica).
    Le questioni sono un po’ più sottili, spesso. E passano, sì, attraverso disagi. Ma quello che sembra discriminazione oggi, forse, letto da altra prospettiva, è un passo per uguaglianza domani!

  11. poi dice che mi accanisco… le questioni son più sottili, hai ragione, ‘povna, ma quando poi mi arriva questa segnalazione (e che sia un sito serio, sì, che con questi ci lavoro) http://www.meltingpot.org/articolo18309.html, allora le balle mi girano parecchio. dopo di che, se lo fan fatto bene, di sicuro domani (o dopo… domani) ringrazierò anch’io. ora come ora, mi chiedo se ‘sti soldi che hanno investito un po’ all’italiana, ponendosi dopo problemi che avrebbero potuto forse porsi prima, non potevano non dico darli a voi prof o investirli nella ricerca (mica solo medica, anche se, come sai, lì c’ho un nervo scoperto) ma magari spenderli in… carta igienica? riscaldamento? per la scuola, dico.

    • Ecco, vedi?, questa è un’obiezione seria. E se le scuole, invece di fottersene delle scadenze per personalizzare i fogli (io ci ho fatto le sei di pomeriggio, a personalizzare la mia parte, e fa parte dei miei doveri), avessero fatto tutto per tempo l’avrebbero potuta segnalare per tempo. (Anticipo l’obiezione: quando arrivano a noi stranieri senza permesso di soggiorno per età non sono più in obbligo. Ci potevamo pensare, ma ci sarà capitato un caso in 20 anni, se è capitato).
      Io non dico che tutto sia bello o brutto. Dico che a) era necessario; b) diventerà (come il telefono, ma anche internet, che io, lo ripeto, mi ricordo come era nel 1992, e ora siamo qui a scriverci sui blog) molto meglio; c) la metà almeno dei disservizi non sono disservizi resi dal mezzo, ma dal fine; d) se invece di gridare scemenze o fare inerzia (vedi il post che mi hai linkato prima, oppure quello che ho visto) si segnalavano le cose vere, tutti si collaborava meglio e forse qualche problema si risolveva prima.
      Ma urlare il criptoluddismo a prescindere secondo me non serve a nulla. Men che meno a migliorare un servizio che, in questi termini, c’è in tutta Europa e gran parte del Mediterraneo,,,

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