di notte

ho paura.

di giorno ci scherzo pure. ma di notte… di notte ho paura. ho paura che quello stronzo possa toglierli per sempre ai miei, a Lui, paura che si ricordino solo delle urlate, paura di lasciarli da soli, paura che mi dimentichino.

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Caro Babbo Natale

il Mio Piccolo:

– mamma, quest’anno si scrive con l’apostrofo?

– certo, amore!

Caro Babbo Natale, siccome sono sempre molto molto buono* sia con la mamma che con tutti gli altri (con mio fratello non sempre ma è lui che rompe), QUES’TANNO vorrei…

 

* su questa sua visione della realtà sia la mamma che tutti gli altri non sono proprio proprio d’accordo, eh?!

Maverick

ha preso i tessuti. non si dice con un sms che stai morendo, vero? ma volevo dirtelo io e non ho il coraggio di dirlo ad alta voce.

ho guardato quel messaggio tutta la notte, stanotte e non ci credo ancora: lo hanno operato 4 volte in 2 anni, gli hanno fatto il fattibile…

mi ha aiutato a crescere i miei figli, quando non avevano un padre. lui è la pacca sulla spalle e il piatto di arancini di riso “di risulta”, è la gara con le bici dei nostri figli, le grigliate con le salsicce che prendono fuoco, le camminate in montagna, i giri clandestini sul motorino. lui è un adulto con la faccia da bambino e con l’animo di un bambino, pure, anche se fa decisamente un lavoro da uomo (faceva, meglio, che son due anni che non lo può pià fare). lui è i suoi figli e sua moglie, che tiene tutto dentro di sè, ma ti chiede sempre di te. ma lui è ancora anche suo padre, con la faccia rinsecchita e la sigaretta tra le dita, e sua mamma, che, in ospedale, dopo la prima operazione, mi ha detto: “questi qui non hanno ancora capito che io lo fatto e sono solo io che posso distruggerlo“, con gli occhi pieni di paura.

ho guardato quel messaggio e non ho saputo scrivere altro che “ti voglio bene. adesso cerco di capire, ma ti voglio bene“. e lo so che è una risposta del cazzo.