colloqui

per la prof di matematica è “geniale, ma triste e distratto”. per il prof di inglese è “ottimo, ma triste e distratto”. per la prof di spagnolo è “molto portato, ma triste e distratto”. per i proff di musica, arte, tecnologia, educazione fisica è, ottimi risultati a parte, “triste e distratto”.

solo Algida Albina, la prof di italiano, al “triste e distratto” ha aggiunto un: “mi dica, signora, cosa è cambiato, cosa è successo?”, togliendosi gli occhiali e sporgendosi sulla cattedra, come per avvicinarsi a me.

quasi un’ora di colloquio, con gli altri genitori che avranno pensato abbia la media del 3, che mi ha lasciato stropicciata come un calzino appena uscito dalla lavatrice, ma con la sensazione (almeno) di aver affidato mio figlio in buone mani. dice che devo proteggerlo da suo padre, che devo tenerglielo lontano, che devo supportarlo in tutte le sue scelte, anche se la scelta è semplicemente: “no, io da lui non ci voglio andare”, senza nessun motivo. dice che sto facendo un buon lavoro (certo, ma, se tutti mi dite che è triste, ‘sti gran bei risultati io non li vedo), che il Mio Grande ne verrà fuori alla grande, ma che devo essere più cattiva con quello stronzo (ha detto proprio così) di suo padre.

ne ho parlato con lo sbarbatello: ovviamente, a sentir lui, sono una manica di deficienti che si inventa tutta ‘sta tristezza, ‘sta testa sulle nuvole, che i voti parlano chiaro (in effetti… ma non posso credere che se lo inventino tutti quanti!). però, quando gli ho detto che Algida Albina mi ha detto di dargli appoggio anche nelle lotte contro il papà, un mezzo sorriso gli è scappato. e su whatsapp (lo so, non si spia!), la sera, ha scritto alla morosa: “pensa te, quella vecchia acida! alla fine, è la sola che ha capito perchè non sono felice per niente“.

(e io, su quel non sono felice per niente“, mi son fatta un pianto che ho due occhiaie da chilo)

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14 thoughts on “colloqui

  1. Che dio salvi l’Algida Albina e tutti loro, se sanno così umanamente guardare oltre il registro.
    Ma tu come potresti difenderlo (più di come fai) dallo stronzo (cito) di suo padre?

      • La guerra aperta è una scelta difficile. Cerca di convincerti che davvero stai facendo un buon lavoro, intanto. Quanto a lui, forse, sapere che la tristezza si vede, la vedono tutti, lo aiuterà un pochino. Se non altro a rendersi conto che oltre a te ci sono altri adulti dalla sua parte.

  2. Cazzarola! Capisco il pianto. Però sai, tutti siamo stati infelici da adolescenti. Chi per un motivo chi per un altro. Ok, consolazione di merda. Io ero infelicissima e vedi mo’ che sono infelice ancora!! (no dai, solo ultimamente. Di solito per nulla). Diciamo che sarà un adulto più strutturato. Ma so che tu vorresti solo che fosse sereno. Vai avanti così, sei brava. Porta pazienza. Parlagli parlagli parlagli. Resisti. Hasta siempre.

  3. Stai facendo un gran lavoro!
    so che i figli vorremmo sempre vederli felici, ma non possiamo fare altro che stargli vicine e accompagnarli nei momenti in cui non lo sono.

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