aspettando allouìn

aria parecchio elettrica, in questi giorni, qui da noi. che ci si trova a casa dei Nonni Aggiunti (i genitori di Lui, che stanno in un posto magico) e già siamo in sei, più loro che fa otto, ma ci si unisce allo Zio dei Monti (fratello di Lui), con moglie e figli, alla Zia Teatrante e ad un paio di compagni di squadra del Mio Grande che ci sono stati lasciati in dote da genitori compiacenti (tra loro) per fare halloween e mi tocca spignattare di brutto.

fatto sta che, ieri sera, mi son trovata con poche idee su cosa far da mangiare alla mia (grazie al cielo) ridotta truppa. il pane era lì che lievitava, ed era un pane diverso dal solito, vagamente dolciastro (non per presenza di zuccheri, ma perchè la farina di orzo è dolcina di suo), di quelli che chiamano i sapori forti, ma io avevo voglia di provare la ricetta di Fatima, amica col chador, che era un pezzo che mi ricompariva, foglietto volante tra le pagine della mia agendinavitale (nel senso che, se la perdo, son morta).

insomma, com’è come non è, ne son nate due robine proprio buonine

PANE INTEGRALE ALL’ORZO

prelevati 50 g della povera Clarabella Pastella, li avevo (l’altro ieri) rinfrescati con 50 g di acqua e altrettanti di farina 0. dopo le 3 ore di rito, messa a riposare in dispensa coperta con un piattino, ho versato il tutto nel bimby (sì, perchè avevo fretta e perchè, tutto sommato, la voglia di picchiare qualcuno c’era – perchè c’è sempre -, ma la stanchezza aveva il sopravvento), ho unito 1 cucchiaino di miele di castagno, 180 g di acqua a temperatura ambiente e 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva. ho amalgamato il tutto (per chi bimbyzza, a velocità 4 per una ventina di secondi) e poi, sempre lasciando girare le pale, ho aggiunto, un cucchiaio alla volta, 200 g di farina integrale e 150 g di farina di orzo delle barbarighe. quando l’impasto ha iniziato ad incordare (il che, per parlare “potabile”, è quando la palla si stacca ben bene dalle pareti della ciotola), ho aggiunto un cucchiaino di sale. ho impastato ancora per qualche minuto (2 a vel. 6 e 3 a vel. spiga), poi ho preso l’impasto, l’ho travasato nella solita insalatiera da lievitazioni, l’ho coperto con la carta d’argento (che la mia mamma mi ha insegnato che si chiama così e io la chiamo così anche se c’è scritto “alluminio”, sopra) e l’ho messo in forno a lievitare per un paio d’ore. prima di andare a letto, l’avevo messo in frigo e da lì l’ho tolto ieri (anzi, l’ha tolto il Mio Grande, previo incarico telefonico) all’ora di pranzo, per metterlo a rilievitare in forno a luce spenta per un’oretta, poi dargli le pieghe (che, se siete smemorini, trovate qui) e rimettere a lievitare 3 ore circa in forno con un pentolino di acqua bollente a scaldare l’ambiente.

quando è stato bello cicciottino, l’ho messo in forno.

ha cotto per 20 minuti a 230°C, con il pentolino sotto. ne è uscito un pane profumatissimo, morbido, ma non umido, vagamente dolce, questo:

l’abbiamo mangiato ancora tiepido, chi con una spalettate di dimensioni epocali di gorgonzola (Lui, ovviamente), chi, in modo più sobrio, elegante e pure un bel po’ ecumenico, con questo divino

HUMMUS “DI FRETTA”

di fretta perchè questa delizia non si fa cuocendo i ceci secchi con tutti i crismi, ma osannando all’ultimo secondo perchè si è stanchi, si ha fretta, due figli e un omo che s’attaccano al frigo per la fame e i gatti che riposano tranquillamente sul focolare.

si pigliano, quindi, 250 g di ceci in barattolo (oh yes, quella meraviglia dei ceci in barattolo che tenete in dispensa (almeno, io sì) per le vostre insalate di legumi very agressive, con pomodori, capperi, cipollotti crudi e pasta di peperoncino), si scolano e si lasciano lì, in attesa. intanto, si tagliuzza fine fine uno spicchio d’aglio e si spreme un limone. fatto? bene. allora mettete ceci, aglio, limone, 2 cucchiai di tahina (crema di sesamo, la trovate nei negozi di cibi etnici) e 2 pizzichi di sale nel frullatore e frullate tutto. a filo, come per la maionese, aggiungete 3 cucchiai di olio extravergine di oliva. smettete di frullare, versate in una ciotolozza e iniziate a sbafare. è perfetto!

(ah, secondo il Mio Piccolo… sa di tonno!)

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6 thoughts on “aspettando allouìn

  1. Uff… Non gliela fo a starti dietro con tutte queste ricettine…
    Qui si va di pastasciutta (ma forse riesco a fare un’ultima ‘infornata’ di pesto fatto in casa 🙂
    Va bene, sì?

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