ecco perchè non faccio nulla

sono tanti che mi chiedono  – fuori e dentro la rete – perchè io non faccia nulla di legale contro il mio Ex Marito.

già. ci ho pensato. ci penso ogni santo giorno o, almeno, ci penso ogni volta che fa una nuova porcata (il che, a pensarci, è quasi ogni santo giorno), ma so che non farò nulla. non, almeno, fino a quando non oltrepasserà la soglia dell’imperdonabile (e non chiedetemi cosa sia l’imperdonabile, che non voglio nemmeno pensarci). perchè? per il Mio Grande. in questa bolgia orrenda del “fine matrimonio” io ci lavoro. da anni. e so che, se i genitori non sono due persone intelligenti (DUE e, qui, se anche volete dare a me il beneficio del dubbio, non potete aver dubbi su di lui: l’Ex Marito NON è una persona intelligente. no.), i figli, da una certa età in poi, vengono sentiti. dal giudice. che è una degnissima persona nel 99 % dei casi, intendiamoci, ma che è un giudice dentro un posto che si chiama tribunale. e il nome giudice e il nome tribunale sono di quei nomi che mettono in crisi anche un adulto, se non è del mestiere. e anche se ha la coscienza pulita e l’han chiamato soltanto a dire che tizio, quel dì, è passato col rosso. il Mio Grande quell’età ce l’ha. il Mio Grande verrebbe chiamato da suo padre davanti al giudice, in quel posto che si chiama tribunale, a dire se è vero che lui non vuole vederlo, e, se è vero, perchè non vuole vederlo. io questo non sono in grado di accettarlo. non ci riesco proprio. perchè il Mio Grande (come molti Grandi della sua età) è un ragazzino sensibile e si troverebbe a dover dire cose che fa fatica a dire a me, a raccontare sensazioni che si vergogna a provare, perchè c’è da vergognarsi (secondo il suo codice comportamentale), se non hai voglia di stare con tuo padre, anche se tuo padre è uno stronzo di prima categoria che ti fa i dispetti come se di anni, invece che 46, ne avesse 6.

ieri avevo in studio una cliente. sua figlia, gemella del mio (anche se più “grande”, in quanto femmina), è stata chiamata in tribunale dall’avvocato di papino. volevano che dicesse che è la mamma che la mette contro il papà. non è così e lei, matura, forte, sicura, ha rassicurato la mamma dicendole: “non ho paura di dire che è uno stronzo, che ci fa i dispetti ogni volta che può”. l’ha detto. il giudice ha detto, quindi, che la bambina (perchè resti una bambina anche se porti già il reggiseno) poteva scegliere se vedere o meno il papà. bene. quando sono usciti, il papà aveva l’aria del cane bastonato. chissà, forse davvero non si aspettava che lei lo vedesse così. non so. fatto sta, che lei, la bambina, l’ha visto. due settimane dopo, si è chiusa in bagno. si è tagliata i capelli con la forbicina da unghie. tutti. sembra uscita da un campo di concentramento.

“perchè io non voglio vederlo, ma non volevo neanche farlo star male. non volevo farvi soffrire”, ha detto.

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15 thoughts on “ecco perchè non faccio nulla

  1. Capisco i paletti che ti metti, sono gli stessi che mio cugino separato (e con buon rapporto con la ex moglie) mette a me che per proteggere i miei nipoti da una madre “inadeguata” vorrei stendere.
    Io sono zia, cugina del pater, lei una mater idiota ma non cattiva.
    Ogni tanto minaccia emigrazioni nel suo paese natale (la francia) ma la grande le ha già fatto l’ombrello.
    Non so cosa dirti, sono dalla parte dei piccoli a prescindere e fossi giudice li sentirei ben prima dell’attuale limite di età!
    Proteggere il rapporto con il genitore “debole” è giusto ma se è stronzo è stronzo!

  2. è che la donna può sopravanzare la madre (e lo vedo succedere a molte; forse, pensandoci, succederebbe anche a me) e aver voglia di godere di quella faccia da cane bastonato perché sai che alcuni li bastoni solo così, quando perdono anche i figli (e lo dico perché una vocina lontana me lo dice che per qualcuno vorrei che almeno la figlia lo bastoni, prima o poi). Ma la donna quando mette in inferiorità numerica la madre che c’è in lei è come se avesse preso le forbici in mano per quei capelli. Ho avuto un brivido. Di quei brividi che arrivano anche se sei stata solo spettatrice.

    • sì, è vero, è la donna che prende il sopravvento sulla madre…
      ecco, viv, io vorrei che i bambini venissero ascoltati, ma non con il sistema che c’è adesso. l’ascolto, ora come ora, è comunque un trauma. e poi, francamente, credo che non sia giusto mettere i bambini in condizione di dover scegliere di “bastonare” il padre.
      piuttosto gli rigo la macchina 😉

  3. Non ti avevo mai letta prima di oggi. E mi consola molto leggerti, perché anch’io sono nella stessa situazione, e anche me chiedono perché non denuncio, perché non mi rivolgo alle assistenti sociali ecc. Chi è fuori non può capire. Si basa sul buonsenso, ma in queste vicende non c’è nulla di sensato. Così alla fine quello che mi succede sembra che me lo sia cercato io, perché altrimenti basterebbe reagire, pensano. In bocca al lupo. Noi sappiamo che facciamo bene così. Anche se quella “soglia dell’imperdonabile” continuiamo ad alzarla, e a chiederci a che punto fermarci.

    • già. il dubbio è quello: ci fermeremo prima di fargli far troppi danni? grazie di essere passata e delle belle parole: è importante sapere che mi capisci, che condividi quel che faccio perchè lo fai anche tu. fa sentire meno sola. davvero.

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