fame da lupi

mettete che il vostro fine settimana sia partito proprio male (ma proprio male, con l’Ex che fa i dispetti al Mio Grande e io che non so come tirare il mio bambino fuori da ‘sto casino evitando rappresaglie del papà nei suoi confronti), al punto che mordereste chiunque e avete un peso sul cuore che metà basta. uniteci un moroso che decide che vi deve far tornare il buon umore per forza, entra in modalità forrest gump (anche per il livello di battute: mi aspettavo quella dei cioccolatini da un momento all’altro) e vi porta a camminare in un posto meraviglioso (e vi fa pure un sacco di regali carini) per la durata di 6 ore 6 con passo da museo (mortale. il passo da museo è mortale), ovviamente senza pausa pranzo, perchè siete – a quel punto tutti e due – completamente avvolti dall’atmosfera e dovete assssolutamente vedere tutto quello che c’è da vedere. mettete poi che, sulla via del ritorno, vi salga una fame blu, ma l’ora sia di quelle sbagliate (troppo tardi per il pranzo e troppo presto per la cena) e, quindi, di fermarsi in qualche posto non se ne parla. mettete che, tornati a casa, vi accorgiate di non avere più neppure la salsa di pomodoro (perchè ho lasciato gli scatoloni con la passata fatta quest’estate ancora da mia mamma, cazz…), ma la fame, a quel punto, abbia raggiunto livelli impensabili.

che si fa?

si apre il congelatore e si trovano: 1 scatoletta di pancetta a dadini, verosimilmente infilata lì dentro il giorno stesso della scadenza o quasi; 1 tupperware con l’avanzo di un’infornata di pomodori al forno (appunto), spolverizzati con solo sale. il freddo, evidentemente, aguzza l’ingegno, perchè ne sono nati due enormi piatti di

AMATRICIANA DESTRUTTURATA

acceso il fuoco sotto la pentola con l’acqua, ho versato in padella, senza olio nè niente (che la pancetta è grassina di suo…) i dadini di pancetta e uno spicchio di aglio intero. ho saltato la pancetta (che si è scongelata molto in fretta, così) fino a che il grasso non è diventato trasparente. nel frattempo, ho infilato il tupperware nel microonde per scongelare i pomodori. li ho tagliati a listarelle e li ho aggiunti alla pancetta, assieme a 2 cucchiai di acqua di cottura della pasta e a mezzo peperoncino di quelli cattivi tagliato a pezzetti piccini picciò. sale niente, perchè i pomodori lo erano già parecchio di loro. ho cotto per una decina di minuti a fuoco basso. durante questa complessa operazione, ho invitato caldamente Lui ad aprire una bottiglia di cabernet franc (occhei, lo so, non era proprio l’ora giusta, ma, dopo le 18 si inizia anche con lo spriz, quindi…) e a grattugiare un bel po’ di pecorino romano stagionato. sbevacchiando allegramente, ho messo su 2 etti di bucatini (tanti, lo so, ma avevamo ‘na fame…) e li ho cotti un minuto in meno di quanto previsto sulla confezione. li ho scolati, lasciandoli un po’ “bagnaticci” e li ho saltati nel sugo (al quale avevo tolto lo spicchio d’aglio) per un paio di minuti.

spolverati con abbondante pecorino e… spolverati, appunto, in pochi secondi, al punto che, quando mi è venuto in mente che avrei potuto passarvi la ricetta, visto che era venuta proprio buona, non mi è rimasto che fotografare questo

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3 thoughts on “fame da lupi

  1. Io amo l’amatriciana. Soprattutto destrutturata. Ti mancava solo di fare una cremina, col pecorino, e condirci i bucatini. Sopra, appoggiare i pomodorini e la pancetta e qualche fettina di cipolla dolce cruda (giuro, l’ho mangiata così, ed era da urlo).

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