pan melino

succede che, girando in casa altrui, io mi imbatta in una ricetta che mi ispira assai: pane al succo di carota? fantastico! lo provo!

domenica mattina parto con i rinfreschi. faccio il primo (80 g di Clara, 80 g di acqua e 80 g di farina 00) e lascio che la mia pastella riposi sugli allori in dispensa. faccio il secondo e mi accorgo che, to’, guarda, non ho il succo di carota e, ormai, è domenica pomeriggio: dove lo trovo? (gli ipermercati? non me li nominate nemmeno: mi viene l’eritema solo all’idea. e poi, mi ci perdo, io, in quei posti). carote non ne ho. però ho le mele. che c’entrano? c’entrano, c’entrano.

ho preso il mio bimby, compagno di mille avventure (cavoli, ha 13 anni anche lui! me l’hanno regalato poco prima che nascesse il Mio Grande… tanti auguri! mi ripiglio, tranquille). che si fa? un fantastico

SUCCO DI MELE e UVETTA

ho messo 800 g di acqua (come da ricetta del libro base) e 80 g di zucchero (lì ne vogliono di più, ma a noi piace così) e ho cotto a 100° per 10 minuti. nel frattempo, ho sbucciato 4 mele golden (nel libro ne chiedono 3, ma così diventa più cremoso e sa più di mela: sembra un omogeneizzato liquido), le ho date al Mio Piccolo da tagliare a pezzetti e le ho versate, assieme al succo di un limone e a un cucchiaio da minestra pieno di uva passa, nel bimby. ho frullato per 1 minuto a velocità 4, poi l’ho portato a 6 e, infine, 1 minuto a turbo.

è venuta ‘na roba spaziale!! (il colore no, in effetti: il succo di mele che faccio di solito è bello giallo, questo aveva un po’ un color vomitino, a dirla tutta… però è buonissimo!).

nel frattempo, la mia Clara si era ringalluzzita. ne ho presi 80 g e li ho messi a cuccia in frigo e con gli altri 160 g mi son messa all’opera.

peccato che, nella mia infinita idiotitudo, non mi fossi accertata che la ricetta originale parlasse di lievito liquido. ecco: evidentemente, no: la padrona di casa della tana del riccio deve averne una solida. eh, e adesso? mica penserete che mi sia abbattuta per questo, no? vai di modifiche e crea, con infinita gratitudine alla tana del riccio, questo fantastico

PAN MELINO (con lievitazione da mamme lavoratrici)

ho preso la mia solita insalatiera di vetro e ho sciolto 160 g di Clara in 220 g di succo di mela e uvetta a temperatura ambiente. il malto di riso non ce l’avevo, ma ho messo 20 g di miele di castagno (che con il retrogusto meloso ci sta da dio) comprato quest’estate in montagna da una vecchina che l’ha tirato fuori direttamente dalla casetta delle api (giuro. con tutte le api che le giravano intorno al viso e noi, dietro il vetro del suo salotto, col fiato in gola, chi a pregare che non la pungessero chi a sussurrare: “dai, che la beccano” – il Mio Piccolo psicopatico). ho iniziato ad unire le farine: alla fine, mi son serviti 400 g di farina 00 a chilometri 0 (mi piacciono gli zeri!) e 200 g di farina integrale delle Barbarighe (fattoria del polesine che vi consiglio). ho impastato con cattiveria per un paio di minuti, poi ho unito il sale (1 cucchiaino) e 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva. ho continuato ad impastare fino ad ottenere una bella palla lucida, che ho messo a riposo per un paio d’ore.

a questo punto, ovviamente, si affaccia Lui alla porta e fa: – e se vi portassi fuori a cena, te e il Mio Piccolo? (che sarebbe il mio, non il suo, anche perchè il suo è un grande. a rigore sarebbe il Tuo Piccolo, quindi, ma il suo nome, qui sul blog, è il Mio Piccolo… insomma: fermatemi!)

bravo. e il mio pane quando lo cuocio? ringhio. ma a cena fuori ci vado sempre volentieri (poi, vuole portarci in quel posticino gestito dai due vecchiotti bolognesi, sei tavoli di legno e via andare, che a me piace un sacco…) e quindi? e quindi mi sovvien di aver visto, tempo addietro, in uno dei blog che curioso (sì, ma va a saper quale), un’idea brillante, quella di mettere l’impasto a fare la seconda lievitazione per 24 ore in frigo.

perfetto. ci si prova. ho preso la palla pastosa, l’ho fasciata con della carta forno, poi con un canovaccio di cotone, ho messo il tutto su un piatto fondo da minestra, ho infilato il piatto in un sacchetto di plastica da congelatore, chiuso e via, in frigo, sul ripiano meno freddo.

le ore, poi, da 24 son diventate 28, perchè son tornata tardi dal lavoro. amen, pare che funzioni alla grande lo stesso.

tornata a casa, stressata da miriadi di figli (lo so, son due, più due affiliati, ma sembrano tanti, quando sei stanca) che volevano che fasciassi i libri di scuola, che controllassi i compiti, che li interrogassi in geografia o a salti sulla lista di vocaboli di inglese e che, contemporaneamente, pretendevano (a buon diritto) di cenare, ho tirato il pacchetto fuori dal frigo e l’ho lasciato lì, sempre nel suo sacchetto, sul tavolo della cucina e rompi poco che è meglio.

dopo cena, ho preso la palla. era lucida, bella gonfia e freschina. ho sventagliato un po’ di farina sul tavolo e l’ho steso, schiacciandolo con le nocche (non col mattarello, se no vi esce l’aria) fino ad ottenere un quadrato. l’ho piegato in 3, come per infilarlo in una busta da lettere di quelle lunghe, portando verso il centro prima il lato superiore e poi quello inferiore. ho rischiacciato con le nocche e ho rifatto le pieghe, ma nell’altro verso (in pratica, ortogonali a quelle di prima) e ho messo il salamotto così ottenuto dentro ad uno stampo da plum cake foderato di carta forno. l’ho infilato in forno un’altra oretta, con un pentolino di acqua bollente.

cresciuto è cresciuto, ma non tantissimo. avevo sonno, però, e ci ho provato lo stesso.

ho acceso a 200°, ho lasciato lì il pentolino e ho infornato subito, senza aspettare che arrivasse a temperatura, dopo aver spennellato la superficie del pane con un po’ di latte misto ad acqua. in forno sì che è cresciuto!

ho cotto 30 minuti. suonava vuoto, poi. l’ho fasciato in un canovaccio e l’ho lasciato a raffreddare sopra un tagliere messo inclinato, appoggiato ad una conchetta (in modo che il vapore uscisse anche da sotto).

stamattina ce lo siamo mangiati con la mia marmellata di pesche selvatiche. strepitoso! è un pane profumato di mele e castagne, morbido, lievemente dolce… super!

eccolo appena affettato e poi…

spalmato di marmellata di pesche selvatiche.

buonissimo!!

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10 thoughts on “pan melino

  1. Eccomi!! Woow! Mi piacciono moltissimo le “ricette in movimento” dove si parte da una e si arriva creandone una completamente diversa ma non per questo meno buona!
    Ha un aspetto delizioso e colazionoso 🙂
    Bravissima davvero!

  2. Pingback: dacci oggi… | layoginisottospirito

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