precedenze

sono andata a prendere i tre piccoli al centro estivo, ieri. entusiasmo alle stelle: si sono divertiti come folli, hanno provato tutti gli sport possibili e immaginabili, hanno dipinto se stessi ed oggetti di vario genere, cantato, recitato e pure cotto i biscotti (con un peso specifico pari a quello del piombo, ma ci accontentiamo).

arriviamo a casa proprio mentre Lui e il Mio Grande ritornano da allenamento. si sale, tutti insieme, tra baci, abbracci e inseguimenti con animo belligerante.

Lui prende il prosecco, prepara lo spritz. io metto su l’acqua per la pasta, taglio pezzetti di formaggio per l’aperitivo, impasto in velocità una tortilla da microondare e mi infilo tra le sue braccia da sotto, per farmi baciare. il Mio Grande e il Suo Grande apparecchiano la tavola, discutendo di chissà che. il Mio Piccolo grattugia il pecorino (spaghetti cacio e pepe, stasera). la Sua Piccola dispone su un tagliere di legno il formaggio per l’aperitivo.

si passa in salotto. quei quattro finiscono a combattere con i cuscini, i gatti spariscono, noi ci beviamo lo spriz, io seduta sulle sue gambe, per la mia dose di affetto quotidiana.

ceniamo. è pronta pure la torta (scotta un po’, ma basta soffiare!). si chiacchiera, ognuno racconta la sua giornata, in un orrendo sormontarsi di voci. è bello, però.

arriva il momento di andare a casa. il Suo Grande e la Sua Piccola dormono dalla mamma: non è un giorno del papà, questo, è solo che vanno ai centri estivi qui vicino e lei ha accettato di buon grado di lasciarli a noi.

non voglio andare, dice la Sua Piccola, voglio restare qui con voi.

… non si può, dico io, la mamma si aspetta che tu torni a casa! ci resta male, se non torni! mi ha detto che non vedeva l’ora che voi tornaste: sai quanto le manchi?

quanto? come a luglio e agosto? è solo che non c’è l’Americano a casa, ecco cos’è!

cara Emo, madre perfetta come tutte noi mamme siamo, ma è possibile che tu non possa infilare i tuoi figli nella tua storia d’amore? possibile che, per stare con l’Americano a giocare a fare i morosetti, tu abbia lasciato i tuoi figli tutta l’estate con noi? hai passato due mesi senza vederli, anche quando ci offrivamo di raggiungervi (perchè non eravamo lontani, eh?!) per portarteli per qualche giorno, perchè tu li vedessi. lo spazio per i baci, per le coccole da morosi si trova lo stesso, fidati, e piace anche a loro vedere che tu e il tuo compagno vi volete bene. ma loro vengono prima, stella bella, loro vengono sempre prima.

e, per rifarvi la bocca, vi lascio una tortina da colazione sciuè sciuè.

è successo che ho comprato, per errore, del lievito per dolci al microonde. al microonde? ma chi li fa i dolci al microonde?! io. da ieri.

prendete 200 g di farina, 200 g di zucchero, 1 pizzico di sale, 50 g di cacao amaro e mescolateli tutti insieme. velocemente, per far prima ad andare a bervi l’aperitivo. aggiungete 50 g di burro che avrete fuso al MO, giusto per entrare nell’ordine di idea che voi, quelle fissate col ritorno alle orgini e la pasta madre e il GAS e tutto bio e la carne solo se strettamente necessario e si va in bici ovunque e via cantando, state per fare un dolce al MO. mescolate. unite, sempre mescolando, 250 g di latte e, da ultimo, la famosa bustina di lievito per dolci al MO (secondo me, ne basta una per dolci normale…). versate il tutto in una tortiera di vetro (o di altro materiale adatto al MO: mi dicono che il silicone vada bene) che avrete prima imburrato e cosparso di zucchero di canna (che fa una crostina goduriosa). infilate nel MO e cuocete a 600W per 8′. fate la prova dello stecchino, ma la mia era asciutta. lasciate la torta nel MO ancora per il tempo della cena (a raffreddarsi, insomma), poi scodellatela in un piatto e servitela con dello yogurt home made al naturale.

bbbona. vi avrei anche fatto la foto, ma… in sei?! vi pare che in sei ci sia il tempo di fare una foto prima che qualcuno aggredisca la torta?! e che avanzi una fetta superstite da fotografare?!

illusi.

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11 thoughts on “precedenze

  1. Bella questa vostra famiglia. Mi ci vedo molto. E alla fine, come mi dice sempre il dr, i figli si renderanno conto di chi ci è stato sempre, e di chi no. Ormai so il manuale del perfetto padre divorziato a memoria 🙂

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