revisionismo

lui non sbaglia mai. non ha mai sbagliato nulla. io sono l’inizio e la fine dei suoi problemi, di quelli che erano i nostri problemi. se il nostro matrimonio è finito, non c’è stato un motivo: a sentir lui, mi sono svegliata un mattino e l’ho cacciato di casa.

fa male. fa male soprattutto pensare che il Mio Grande ha sentito tutto.

papà è uno stronzo“, ha soffiato tra i denti. “non dirlo, ti prego, è tuo papà“, gli ho detto. “se vuoi, non lo dico. ma non puoi impedirmi di pensarlo: ho una testa che funziona per conto suo, ormai, mamma“.

già.

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non è che sia morta, eh?!

no, è che, con un figlio (il Mio Grande) a letto con la gamba rotta (forse “spappolata” è il termine più adatto) e la prospettiva del ritorno di suo padre, che scoprirà anche dell’esistenza di Lui, non è facile scrivere. ho il panico.  ho paura che cerchi (e cercherà, oh, se cercherà) di mettermi i bambini contro. ho paura che gli dica un sacco di puttanate su di me – e non è facile rispondere a tono, se li hai cresciuti senza mai parlar male di lui. ho paura che sia tutto più difficile, troppo.

Lui mi dice: “ricordati: non sei sola. me ne sto in parte, perchè è giusto, ma sono qui. non ti lascio soffrire da sola. lo fermo prima. con le buone o con le cattive.

io, però, ho paura lo stesso.

what’s app

separati. per la prima volta da mesi, siamo lontani. lui è ancora pesantemente al lavoro, io, invece, mi sono trasferita con la carovana fuori città. ci vedremo nel week end, ma, neanche da dirlo, mi manca.

stamani, messaggio su whatsapp di Emo.

ti manca?

che le dico? mi fa strana ‘sta cosa di parlare con lei di Lui, ma… oh, ha chiesto lei, in fondo!

beh, un po’ sì… annegherò nell’alcool il mio dolore! 😉

guarda di divertirti, eh?! intendo “divertirti” in quel senso 😉 non penserai mica che Lui non lo faccia, vero?

non riuscendo a trovare la smiley giusta, le ho risposto con un affettuosissimo: “ma vaffanculo, va’!” (ma col sorriso, alla fine, chè è sempre la mamma dei suoi figli)