cominciamo bene

vengo a prenderli per le 9-9.30 al massimo. fammeli trovare vestiti e con le sacche pronte!

si è presentato così, l’Ex Marito, di rientro dai suoi lunghi viaggi di lavoro, dopo 7 mesi dall’ultima volta che aveva visto i suoi figli. per qualche strana ragione, ho sperato che fosse cambiato, che avesse capito che li sta perdendo e che deve metterci davvero del bello e del buono, se vuole creare un rapporto con loro.

alle 10 erano pronti (perchè mezz’ora accademica me l’aspettavo). alle 20.50 è arrivato lui. abbiamo passato la giornata in mutande, boccheggiando in giro per una casa caldissima, invece che, che so, in piscina, sui colli, insomma, in uno di quei posti in cui li avrei portati se avessi saputo che no, non è cambiato niente: menefreghista era e menefreghista è rimasto.

e saremmo andati a berci lo spriz che dovevo offrire ad un’amica blogger, firulì-firulà, cui avrei portato il vasetto con la pasta madre, perchè iniziasse anche lei a tempestarci di ricette. niente, invece.

solo, capito che quella pasta madre non sarebbe mai arrivata a destinazione (anche perchè quella bella gioia della mia amica bloggera all’ora di pranzo ha tolto le tende), ho inventato questo delizioso

PANPALLINE FIRULI’

con sguardo malinconico (no, che già mi son persa il wwwmatrimoniodell’annopuntoit, adesso mi perdo anche gli aperitivi con spaccio, cacchio!), ho versato 75 g della pasta madre liquida che avevo preparato per firulì-firulà nella grande insalatiera che uso per impastare. ci ho aggiunto 100 g di acqua a temperatura ambiente e 100 g di farina 00. ho sbattacchiato per un po’ con una forchetta, ho coperto con del domopack e ho lasciato riposare il tutto fino al raddoppio (neanche un’ora, col caldo bestia che faceva!!). intanto, il Mio Piccolo ha tagliato 50 g di burro e li ha messi ad ammorbidire chiusi nella credenza (onde evitare che la nostra cucina diventasse un luogo di ritrovo per mosche e vespe). una volta raddoppiato, abbiamo unito 150 ml di latte (da frigo, perchè l’idea del latte mi è venuta all’ultimo), 1 uovo, 120 g di zucchero, il burro mollo e 450 g di farina. ho iniziato ad impastare. un dramma: mi son trovata prigioniera del mio impasto, con le braccia piene di pasta bianchiccia. ovviamente, i miei due simpatici aiutanti si erano persi a leggere nell’unica stanza al fresco della casa, la taverna, con la porta chiusa. li ho chiamati. niente. li ho chiamati più forte. niente di niente. ho iniziato ad urlare “AIUTOOOOOOOO” che sembrava mi squartassero. è stato allora, dopo qualche minuto di riflessione, che son comparsi i due ometti in slip, con aria piuttosto perplessa. mi hanno guardato con l’occhio pallato, dalla porta della cucina. poi, seccato, il Mio Grande mi ha chiesto: “beh? ti ha dato di volta il cervello? se urliamo NOI, a quest’ora, vien giù il paradiso… ma ti pare?!“.

vero. contrita, affranta e in ginocchio sui ceci, ho ottenuto che mi versassero sulle mani un paio di cucchiai di farina (quindi, considerando che un cucchiaio colmo son 20 g e che loro abbondano, siamo arrivati a quasi 500 g di farina in tutto). ho impastato con abbastanza rancore fino ad ottenere una bella palla lucida, non appiccicosa e profumatissima. l’ho rimessa nell’insalatiera, l’ho ricoperta con il domopack e l’ho lasciata a riflettere sul senso della vita.

dopo 3 ore era perfetta: bella, lucida, cicciosa, più che raddoppiata.

a questo punto, l’idea era di fare una dozzina di palline piccine e regolari. la MIA idea, non quella dei Miei. questionando su a chi toccasse fare cosa, hanno iniziato a malmenare l’impasto. panico. sono intervenuta con la calma che mi contraddistingue (le risate si sprecano, lo so) e ho diviso l’impasto in due pezzi. ho sventagliato il tavolo di farina e ho consegnato mezzo impasto a ciascuno dei due contendenti, pregandoli di fare palline il più possibile regolari come peso. tira, spezza, impasta, rotola, hanno fatto 11 palline di dimensioni varie, tutte, però, molto correttamente, pizzicate sotto. le hanno messe nella tortiera tonda da 26 cm di diametro, che mammina loro aveva foderato con la carta forno e via, a rilievitare.

tempo un’ora e mezza, le palline si toccavano tra loro.

ho acceso il forno (folliaaaaaaaaa!!) a 180°C e, mentre si scaldava, ho messo sul fuoco un pentolino con un cucchiaio colmo di zucchero di canna e uno d’acqua. ho fatto sciogliere, mescolando e, tiepido, l’ho spennellato sul pane.

ha cotto 40 minuti scarsi, con il pentolino dell’acqua sotto.

da leccarsi i baffi!

e qui la pallinfetta appena staccata

ce lo siamo mangiati ancora tiepido, in terrazza, cantando a squarciagola questa canzone

Annunci

13 thoughts on “cominciamo bene

      • non è che sbagli. secondo me. è che ci si deve arrendere a volte. e potrebbe essere bello e utile iniziare a mettere paletti. perché meriti rispetto tu e anche i tuoi figli. ma al mare staranno benissimo ;-D

  1. aspetta.
    lui ha detto per le 9 – 9.30 .
    ovviamente si è scordato di precisare p. m. e ha avuto solo 20 minuti canonici di ritardo…

    sto scherzando, eh?
    è che l’ho aspettato con te tutto il giorno, anche dopo che me ne sono andata perché mi stavo squagliando e perché non ho più il fisico post notti brave.

    adesso che ho letto del pane però una lacrimuccia mi scenderebbe. osti.
    e mi vien voglia di girar la macchina e tornar lì subito.

    ma torno. torno.
    non mi sfuggi.
    sallo. ❤

    [grazie]

  2. qui vasetto pasta madre giace in frigo annoiato. ora trova nuovi spunti. il resto non commento, non ne ho facoltà ed esperienza.

  3. Pingback: se non lo sai, crea! | layoginisottospirito

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...