ciabattine alle mele suicide

tutto sommato, a me non è che le mele facciano proprio impazzire. le mangio, per carità, perchè la frutta mi piace tutta, ma… le mele ci sono tutto l’anno! insomma, quando iniziano a comparire fragole, ciliegie, pesche, meloni… le mele, creature, cadono nel dimenticatoio.

così, dal cesto della frutta, occhieggiavano, tristi, due mele, chiaramente prossime al suicidio. una finirà stasera a far da aperitivo, assieme a sedano verde e limone, in una bella centrifuga, l’altra, invece, è diventata protagonista di queste

CIABATTINE ALLE MELE SUICIDE

ho preso 200 g di Clara rinfrescata da poco (l’altra sera, per creare la povera Bianca, defunta tra le mani di zia Paloma) e l’ho sciolta con 400 g di acqua tiepida. a questo punto, mi rendo conto, sarebbe stato utile un mezzo cucchiaino di zucchero, ma mi son dimenticata – voi potreste metterlo, però, che aiuta a lievitare. dov’eravamo? ah, sì, stavo pastrugnando per benino la mia Claretta nell’acqua tiepida. pastrugna che ti pastrugni, ho ottenuto una pastella liquida liquida. era il momento di aggiungere la farina, solo che, macaca come solo io so essere, non avevo pesato nulla. grazie al cielo, era oggi con noi, su questi schermi, il Mio Grande, intento a simpsonare in fase digestiva. mi ha pesato 200 grammi di farina 00 chilometri 0 (quanti 0…) e 300 di semola rimacinata prossima alla scadenza (me l’ero dimenticata. lo so che non si fa, che il pane viene meglio se la farina è fresca fresca, ma è successo…) e ha iniziato a versarla sulle mie mani pastrugnanti, sbuffando come solo un adolescente sa fare. quando è arrivato a metà circa delle farine, l’ho costretto ad aggiungeremi, uno alla volta, 3 bei pizzichi di sale fino, sempre mentre io impastavo. impasta che ti impasta, ho ottenuto una bella palla liscia ed elastica. sempre sbuffante, il Mio Grande era stato messo a sbucciare e tagliare a dadini piccoli (piccoli… io intendevo più piccoli, ma lui aveva il coltello e ho deciso che non era il caso di questionare) la mela suicida. l’ho aggiunta all’impasto. genio. non avevo calcolato che la mela è umida! insomma, mi è toccato aggiungere ancora due cucchiai colmi di farina (avrei aggiunto la semola, ma il mio aiuto cuoco spontaneo l’aveva già messa sulla mensola in alto e rischiavo un’altra sequela di sbuffii). ho impastato ancora fino ad ottenere questo

non sembra, ma era bello elastico.

l’ho messo a dormire in forno, coperto dal suo quadrato di garza bagnato e strizzato. eran le 14.30.

alle 17.30 l’ho tirato fuori: caro del signore, era diventato il doppio! me lo sono ampiamente smanazzato un altro po’ e ne ho fatto sei… filoncini? oddio, forse filoncini è un po’ forte, ciabattine, piuttosto: ho diviso l’impasto in 6 palline da poco più di 200 grammi l’una e le ho un po’ allungate, rotolandole sul tavolo sotto la mano, poi ci ho fatto due bei tagli ciascuno con il coltello ed eccoli qua

li ho coperti con il solito telo umido e li ho messi a lievitare in forno per altre… ecco, dovevano esser due ore, ma non avevo calcolato la festa del basket del Mio Piccolo. insomma, hanno lievitato fino alle 21.30. guardate che meraviglia di ciabatte cicciose!

ho acceso il forno a 200°. sì, di solito faccio i primi dieci minuti a 250, ma… mi son sbagliata: ho girato la rotella della temperatura questionando con il Mio Piccolo che non voleva farsi la doccia e grondava sudore un po’ ovunque. insomma, ho infornato le creaturine, spruzzando le pareti del forno con lo spruzzino da gatti/stiro e ho lasciato andare per 10 minuti. ho abbassato a 180° e ho cotto altri 20 minuti.

sono venute delle ciabattine cicciottelle (ho la foto! arriva, arriva!), profumatissime.

vista dall’alto e

di lato, con le meline che spuntano.

la mela si perde, un po’ (forse avrei dovuto metterci ambo le suicide, invece che separarle), ma è proprio un buon pane. me ne sono pappata una come cena, a gambe sul tavolo, in terrazza, dopo aver messo a letto il Mio Piccolo (docciato!!) e aspettando che quel… del Mio Grande finisse i compiti di letteratura, dei quali (che caso!) si era dimenticato, farcita (la ciabattina, non io) con della bresaola e del provolone e accompagnata da un bicchierone di birra bionda.

ottima!

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6 thoughts on “ciabattine alle mele suicide

  1. Ciao, vengo adesso a conoscerti e scopro subito la nostra comune passione per la pasta madre! Bell’idea questi panini… io ne avevo fati di simili ma speziati (sempre con mele, ma in più con anice e cannella). Anche questa versione mi piace…
    Ciao!

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